La crisi non è solo economica. Bisogna essere più sinceri

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Di Edoardo Hesemberger

C’è una parola, che dall’ormai lontano 2008 è costantemente sulla bocca di tutti: politici, imprenditori, banchieri, giornalisti e giornalai. La parola a cui mi riferisco è Crisi

Ancora oggi stiamo vivendo gli effetti della crisi economica di undici anni fa, e siamo portati a chiederci se, come e quando questa crisi finirà. Bene, io vi voglio dire questo. Spero che questa fantomatica crisi non finisca mai. Perché, pensateci un momento, quando è iniziata la crisi abbiamo (chi più chi meno) passato dei momenti di difficoltà, a cui col tempo ci siamo abituati, abbiamo cominciato a fare di più; e la crisi, che non è mai finita, è diventata, come ogni cosa, parte delle nostre vite. 

Con il tempo ci siamo abituati a vivere in un periodo di crisi. 

La mia paura è che se questa crisi un giorno dovesse finire, come per magia, torneremmo a vivere più sereni per un determinato periodo, per poi ricevere una nuova mazzata esattamente come nel settembre del 2008. Come faccio ad essere così sicuro che succederebbe di nuovo? È semplice, basta pensare alle motivazioni che stanno alla base di questa crisi (e forse anche di tutte quelle del passato). Io queste motivazioni le intravedo nella mancanza di valori dell’essere umano. Nel voler essere sempre più ricchi anche a costo di danneggiare chi ci sta intorno; nel vendere case con mutui a persone che non sarebbero mai state in grado di ripagarli, per poi creare dei pacchetti azionari senza valore e venderli sul mercato come se fossero «triple A» di Google; nel fare sempre di tutto per arricchirci cercando di essere sempre più furbi degli altri. 

E quindi, siamo seri, i valori dell’umanità negli ultimi 10 anni non sono migliorati, e basta guardare i fatti di cronaca quotidiana per rendercene conto. Ora come allora siamo governati dal denaro, dalle illusioni e dalle bugie.

Dunque, forse è il caso di rimanere dentro a questa crisi a cui perlomeno siamo abituati, senza uscirne mai, per non dover più subire dei crolli come quello di undici anni fa, perché probabilmente non saremmo più in grado di affrontarli. 

Per poter uscire dalla crisi, e questa volta non intendo quella economica, intendo quella dell’umanità (che è molto più grave, ma nessuno sembra rendersene conto), dobbiamo capire che i valori sui quali basiamo le nostre vite non sono quelli corretti e che basterebbe veramente poco per migliorarci, basterebbe essere un po’ più sinceri con noi stessi e con gli altri. 

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