Ruth Bader Ginsburg Il giudice Usa contro il cancro e Trump

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Di Ilike Furesz

ƈ una vera guerriera la più anziana giudice d’America. Si batte su due fronti: contro il suo cancro e contro Donald Trump, mettendo  sotto scacco entrambi i nemici, con grande coraggio fisico ed intelligenza giuridica.

Ā«I am cancer free. That is goodĀ». Non ha più il cancro, ed ĆØ un bene per la sua salute e per la tutela dei diritti dei cittadini americani. ƈ infatti la quarta volta in 20 anni che Ruth Bader Ginsburg, 86 anni, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, ĆØ uscita vittoriosa dalla battaglia contro il cancro, dapprima al colon retto, poi al pancreas, ai polmoni e nuovamente al pancreas. La sua più recente guarigione, resa pubblica il 9 gennaio, ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai democratici americani e soprattutto alle donne, perchĆ© ĆØ fondamentale che la Ā«Notorius RBGĀ», come ĆØ affettuosamente chiamata da milioni di sostenitori parafrasando il nome di un famoso rapper, resti al suo posto finchĆ© Donald Trump sarĆ  presidente.

Oggi la Corte Suprema ĆØ formata da cinque giudici conservatori e quattro di orientamento progressista. Se RGB si dovesse dimettere per motivi di salute, Trump farebbe nominare al suo posto un giudice conservatore, come ha giĆ  fatto due volte da quando ĆØ stato eletto nel 2016 e sbilancerebbe l’equilibrio giĆ  precario della Corte Suprema.

Sarebbe il via libera a una marcia indietro su molte recenti conquiste civili e di libertĆ  individuale, dal diritto all’aborto, al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Ruth Bader Ginsburg ĆØ la prima e unica Justice, come sono chiamati i giudici della più Alta Corte, ad essere diventata un’icona per le donne democratiche americane: il suo ritratto fotografico o disegnato in stile pop, compare su magliette, tazze, bambolotti, calze, mentine, libri a fumetti, gadget di ogni genere, e i social sono pieni di gruppi di fan che postano suoi ritratti dipinti, ricamati, scolpiti, e parole di affetto e incoraggiamento ogni volta che la sua salute ĆØ a rischio e ogni volta che lei la recupera e dichiara che resterĆ  al suo posto fino alla fine.

Netflix ha prodotto un documentario sulla sua vita, mentre Felicity Jones l’ha interpretata nel film On The Basis of Sex. Ā«I dissentĀ»,  cioĆØ io dissento, frase da lei spesso pronunciata nel caso di sentenze con cui non era d’accordo, ė un mantra riprodotto su tazze e magliette ed ha assunto il tono di una vittoria, nonostante sia nato da una sconfitta. Le femministe americane si sono appropriate di varie sue dichiarazioni, la più celebre delle quali dice che ovunque ci siano da prendere delle decisioni, lĆ  ci deve essere una donna.

My Own Words, la sua autobiografia e la sua visione della legge, pubblicato nel 2018, ha scalato la classifica dei libri più venduti, e lo stesso era successo l’anno prima con RBG Workout,un libretto illustrato con gli esercizi per recuperare il tono muscolare dopo la chemioterapia, realizzato in collaborazione con un funzionario della Corte Suprema, Bryant Johnson, riserva dell’esercito e personal trainer come secondo lavoro. ƈ a lui che RBG si affida da anni per stare in forma. Il messaggio ĆØ presente anche nel documentario di Netflix: l’esercizio fisico ĆØ fondamentale, soprattutto quando si ĆØ nella terza etĆ , per continuare a essere attivi nel lavoro e nell’impegno verso gli altri. 

Ruth Bader ĆØ nata a Brooklyn, New York, il 15 marzo 1933 da una coppia di immigrati ebrei, il padre originario di Odessa, in Ucraina, e la madre di origine austriaca. Avevano giĆ  una bambina di 5 anni che morƬ di meningite quando Ruth aveva 14 mesi. La madre di Ruth era stata un’ottima studentessa, diplomata a soli 15 anni, ma la sua famiglia non aveva potuto permettersi di mandare all’universitĆ  entrambi i figli, e solo il maschio proseguƬ gli studi. Ruth, invece, fu molto incoraggiata a studiare dalla madre, che vedeva per lei un futuro da insegnante. 

Ma le tragedie familiari non erano finite: la madre di Ruth morì di cancro il giorno prima che lei prendesse il diploma di liceo. Frequentò il college a Cornell, una delle otto università più prestigiose, dette «Ivy League», dove conobbe Martin Ginsburg che sposò subito dopo la laurea con il miglior voto tra le alunne. Nel 1956 si iscrisse al corso di legge di Harvard, dove le ragazze erano solo 9 e i ragazzi circa 500

Nel film sulla sua carriera ĆØ raccontato un episodio vero, un invito a cena per le 9 ragazze a casa del preside di facoltĆ  che chiese loro di abbandonare il corso per lasciare il posto ad altri maschi. RBG in effetti lasciò Harvard l’anno successivo e passò alla Columbia, ma solo perchĆ© suo marito aveva trovato lavoro come avvocato a New York. Divenne avvocato nel 1959, prima della sua classe a pari merito con un altro studente, ma la perfetta carriera accademica non l’aiutò a trovare un lavoro alla sua altezza, e ricevette molti rifiuti per il fatto di essere donna e anche giĆ  madre.

Che la sua carriera di avvocato abbia preso la strada della lotta per l’uguaglianza dei diritti dei due sessi non può quindi stupire. Nel 1972 fondò il Progetto per i Diritti delle Donne all’interno dell’ACLU (Unione Americana delle LibertĆ  Civili) e nel corso degli anni portò molte cause alla Corte Suprema, celebrando vittorie importanti. La sua bravura fu finalmente riconosciuta nel 1980, quando il presidente Jimmy Carter le affidò un seggio nella Corte d’Appello Federale del distretto di Columbia, che la portò, 13 anni dopo, alla nomina alla Corte Suprema da parte del presidente Bill Clinton. Era la seconda donna con quell’incarico e la seconda ebrea. Giudicata moderata, nel corso degli anni si ĆØ spostata verso posizioni più Ā«liberalĀ», man mano che la composizione della Corte Suprema cambiava con la nomina di vari giudici conservatori.

Sotto il manto nero e severo da giudice supremo, reso elegante e femminile da gentili colletti di pizzo bianco, regali delle sue fan, Ruth Bader Ginsburg ĆØ una donna aperta e cordiale, capace di avere rapporti amichevoli con i tutti i giudici: famosa ĆØ la sua amicizia con il primo giudice di origine italiana, l’ultra conservatore Antonin Scalia, deceduto nel 2016, con cui condivideva la passione per l’opera e il bel canto, al punto da apparire insieme a teatro in un cameo, cantando e recitando. 

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