Educare dal latino educěre «trarre fuori» È nostro compito abituare i ragazzi a riflettere

Autori: Il Bullone
Cornice di Alberto Ruggieri

Di Alice Nebbia

Educare, dal latino educere

Educare, dal latino educěre, «trarre fuori», «tirar fuori ciò che sta dentro».

Alla base dell’educazione di qualsiasi disciplina, scolastica e non, l’etimologia di questa parola dovrebbe sempre ricordarci che da un giovane bisogna saper estrarre qualcosa, non solo introdurre. Nozioni, sequenze infinite di date sottolineate su un testo da studiare più o meno mnemonicamente, con poco spazio a un confronto e a uno scambio di opinioni.

Talvolta, nell’educare, si preferisce che un giovane trasferisca dal libro alla mente le date e il susseguirsi degli eventi, piuttosto che stimolarlo al ragionamento sull’evento in sé, sulla portata che quel determinato accadimento, magari avvenuto nel passato, possa avere ancora delle ripercussioni nel presente e anche nel futuro.

Abituare i ragazzi a riflettere

È nostro compito abituare i ragazzi a riflettere, a commentare, a confrontarsi di più, a essere critici nei confronti di ciò che stanno studiando.

Stimolare i giovani a creare un «dibattito» costruttivo con i coetanei, per poi relazionarsi anche con gli adulti. Questo li renderebbe più aperti e disponibili alle relazioni umane vere, che spesso non conoscono, perché sono soliti a relazioni social confezionate e precostitutite.

Adolescenti e solitudine

Un confronto li porterebbe anche a essere meno isolati, perché moltissimi adolescenti sperimentano una realtà di solitudine dalla quale faticano a fuggire. Vivono in un loro tempo e in un loro spazio, legato all’adesso e all’immediato.

Nel concreto, si potrebbe ripensare a una lezione in cui a provare a raccontare i fatti siano i ragazzi, partendo da quello che hanno imparato e da lì ragionare, con la guida di un adulto, su quanto un evento come una guerra, una pandemia, o gesti d’intolleranza nei confronti di persone o popoli, ci hanno segnato.

Perché nessun fatto che ha caratterizzato la storia è stato a sé stante, ma ha avuto una sua origine, ha portato delle ripercussioni e ha impartito lezioni all’umanità.

Educare i ragazzi ad essere sensibili

Educare i ragazzi a essere più sensibili, più vicini agli eventi che vivono o che studiano. Perché nulla è scontato o dovuto e spesso grandi conquiste sono state il frutto di enormi sacrifici. Educare è anche aiutare i giovani a essere più attenti alla quotidianità, al mondo che li circonda e al pianeta in cui vivono.

L’educazione e lo studio della storia sono un primo passo verso uno ancor più importante, quello dell’educazione e dello studio all’umanità, all’essere umani. È nostro dovere guidare i ragazzi a questo. E da qui bisogna ripartire.

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