Il Virus Dell’Odio Che Contagia Attraverso L’Amore

Autori: Il Bullone
virus dell'odio
virus dell'odio

L’odio è un po’ come un virus. Ti contagia attraverso il dolore, attraverso quelle ferite aperte lasciate dall’amore.

Di Ada Andrea Baldovin

Si pensa sempre che l’odio sia il contrario dell’amore. A parer mio questa frase non potrebbe essere più lontana dal vero. Odio e amore non sono agli antipodi. Chi odia, quelle persone brutte e cattive che tutti ci figuriamo nella mente quando pensiamo a questo sentimento, amano, hanno amato fortemente. Solo chi ama può odiare.

Questo perché l’odio stesso è generato dall’amore, o meglio, dal trauma che l’amore a volte genera.

Quando L’Amore Genera L’Odio

Quando l’amore ti viene strappato via, così, senza alcun motivo. Quando l’amore è violento e ti si ritorce contro. Quando l’amore non ti viene mostrato e quando ti delude. Amore e odio non sono gli opposti. Si generano l’uno dall’altro.

Quindi smettiamola di pensare all’odio come ad un’emozione abominevole, perché fa parte della vita.

Quello che rende l’odio tanto terribile e spaventoso è la sua forma. Il suo carattere. La sua potenziale pericolosità.

Questo perché l’odio è un po’ come un virus. Ti contagia attraverso il dolore, attraverso quelle ferite aperte lasciate dall’amore. E si moltiplica indisturbato. Senza sintomi, senza segni, fino a raggiungere ogni centimetro del corpo. A quel punto è come una bomba.

Quando L’Odio È Pericoloso

Ci si accorge sempre dopo di odiare, quando ormai i sintomi sono evidenti. Quando quella piccola particella di odio ormai è satura e sazia di paura, di rabbia, di senso di colpa e di tutte quelle emozioni che ti fanno venir voglia di mettere un velo davanti allo specchio per non fartici specchiare. Questo virus si nutre di queste emozioni. Le divora.

Ci si accorge dell’odio solo quando si è in procinto di scoppiare. È lì, in quel momento che l’odio diventa pericoloso.

Quando si esplode, l’odio viene rilasciato su tutto quello che si ha attorno distruggendolo, radendo al suolo ogni cosa. La famiglia, gli amici, le relazioni. Tutto distrutto. Creando ferite a tutti coloro che sono a portata dell’esplosione, contagiandole. È così che l’odio si propaga. Non attraverso la paura, non attraverso la rabbia. Attraverso quell’amore che viene ferito dall’esplosione di qualcun altro. E ricomincia il ciclo.

Il segreto, è imparare a riconoscere i sintomi prima di esplodere, per provare a «combatterlo», per provare a controllarlo, a renderlo cronico. E difficile debellare l’odio dal nostro corpo, soprattutto se le ferite da cui è uscito sono molto profonde e difficili da suturare.

Quando Il Virus Si Contagia

Non deve essere per forza distruttivo. Quella forza generata dall’esplosione, se incanalata può risultare una risorsa incredibile di energia da usare per cose meravigliose, tipo l’arte, la creatività, l’aiuto. Ci vuole tanta forza, e tanto controllo.

Si è parlato molto della tragedia accaduta alle porte di Roma, la morte di Willy Monteiro Duarte. È questa, ahimè, l’altra abominevole faccia dell’odio quando esplode incontrollato. Quando chi lo prova non sa che farsene.

«Un’altra vittima dell’odio», facile così. No, Willy è stato vittima di due persone completamente incapaci di farsi forza e affrontare quell’emozione umana e comune a tutti.

Non credo, inoltre, che l’odio di quei ragazzi fosse indirizzato a Willy. Credo fosse solo la persona sbagliata, al momento sbagliato, nel posto sbagliato.

Quel che è certo, è che la loro esplosione, inutile e incontrollata ha lasciato delle ferite nell’amore di tutti quelli vicini all’epicentro. Ferite contaminate dal virus, che spero venga curato e controllato al più presto.

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