La Storia Di Lorenza Madre Di Umberto, Un Ragazzo Disabile

Autori: Il Bullone

Di Gloria Mantegazza

Mi chiamo Lorenza, sono un’insegnante della scuola primaria e madre di Umberto, un ragazzo disabile. Vorrei raccontare delle cose e credo di parlare anche a nome di mio figlio, anche se lui non si esprimerebbe con questo linguaggio. Questi mesi sono stati difficili per noi, come per molti.

Lockdown E Autismo

Durante il lockdown io e mio figlio ci siamo ritrovati chiusi in casa per più di un mese, fino a che è stata data la possibilità a ragazzi con disabilità di uscire un po’ all’esterno. Per fortuna non ho perso il posto di lavoro, essendo l’unica figura di sostegno economico della famiglia. Non è stato facile sopportare per intere giornate i comportamenti imprevedibili, ripetitivi e a volte ossessivi di Umberto, sebbene sia la mia fonte di gioia e amore incondizionato.

Anche per lui, a volte, io sono stata un peso; lo esprimeva, a suo modo, nelle continue e legittime richieste di non stare con me, ma di vedere i suoi amici. Umberto ha perso da un momento all’altro tutti i suoi punti di riferimento, i contatti con i suoi coetanei, la sua preziosa routine e la stabilità di una vita regolare. Questo stop della quotidianità ha creato degli scompensi notevoli a molti; provate allora a immedesimarvi con chi ha tendenze autistiche, propensione a comportamenti abitudinari e linguaggi monotematici!

La Carenza Di Spazie E Risorse

Con le riaperture graduali delle attività abbiamo ricominciato a respirare, Umberto è tornato al centro diurno con i suoi compagni, e io al mio lavoro, con i miei alunni. Siamo riusciti a ritrovare entrambi un equilibrio, ognuno con il suo compito, entrambi andando a scuola! Oggi però Umberto ha visto la sua mamma preoccupata: ha appena saputo che per carenza di spazi e risorse, tra una settimana lui potrà frequentare il centro solo a giorni alterni e nei restanti dovrà restare a casa.

Questa decisione così affrettata mi mette in estrema difficoltà; è difficile sia trovare in così poco tempo una persona fidata che si occupi di mio figlio mentre sono in servizio, che sostenerne il costo a lungo termine. In passato ho potuto contare sull’aiuto di mia figlia Gloria, che però oggi vive fuori casa e che, anche se presente nella vita di suo fratello, non ritengo giusto debba sopperire alla mancanza di servizi che competono allo Stato. Da insegnante mi chiedo: che cosa sarebbe successo se il presidente e il ministro dell’istruzione avessero annunciato una modalità di ripresa delle scuole a giorni alterni? Durante la famosa conferenza stampa hanno dichiarato che la formazione degli studenti è di priorità assoluta del governo che, per questo motivo, avrebbe messo in campo tutte le possibilità e soluzioni per la doverosa ripartenza delle scuole. Mi chiedo allora se la formazione di mio figlio, in quanto disabile, sia considerata meno importante.

Il Diritto Al Lavoro

Chi ha il dovere di pensare a un efficiente e sicuro piano di riapertura dei centri diurni? Perché ad oggi molti ragazzi disabili si trovano a dover stare a casa per metà della settimana? Alcuni addirittura aspettano ancora un inserimento. I mesi estivi dovrebbero aver dato il tempo di riprogrammare e organizzare la riapertura dei centri in sicurezza. Come mamma single e lavoratrice mi trovo ora a dover pensare e cercare una soluzione alternativa per non essere costretta a lasciare il mio lavoro. Vorrei lavorare finché ho le forze e lo spirito giusto per farlo, non vorrei dover prendere un congedo, né chiedere al mio dirigente scolastico continue variazioni o giorni di permesso, a discapito dei miei alunni. Non invoco pietà, ma vorrei fosse rispettato il mio diritto a lavorare e il diritto di mio figlio, come degli altri ragazzi, alla formazione e cura. E quindi? Quindi diamoci da fare. Lo so che è un periodo duro per tutti, ma per molte famiglie come la mia, i periodi duri sono ormai una costante e questa pandemia non può trascinare con sé il rispetto che questi ragazzi si meritano.

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