Come cambiano relazioni ai tempi del COVID-19.

Autori:

Di Debora Marchesi

Vi ricordate la vita prima che questo COVID-19 ci invadesse distruggendo, tra le tante cose, ogni parvenza di socialità e quotidianità che avevamo? Andare a lavorare, fare sport, andare a scuola, passeggiare tra le vie del centro, condividere una cena con gli amici, viaggiare, passare del tempo con il proprio partner, avere la libertà di decidere cosa fare, quando farla e come farla.

Abbracci, baci e mascherine

Le relazioni vissute dal vivo, che siano d’amore, d’amicizia o tra familiari, nell’ultimo anno sembrano aver perso quei tocchi magici che le caratterizzavano: abbracci, baci. L’uso delle mascherine ha nascosto pure il sorriso che poteva celarsi dietro a un gesto o a una parola. Tutti siamo stati invasi dalla nostalgia del calore umano, e mai abbiamo apprezzato la presenza delle persone nella nostra vita, tanto quanto in questo 2020. Ci siamo resi conto di quanta paura si possa avere nel perdere le persone che ci stanno a cuore. Molti familiari si sono ritrovati con i figli lontani chilometri, dislocati in regioni diverse, e quindi nessuna possibilità di ricongiungersi con loro. Tutti ci siamo ritrovati a non poter condividere momenti di spensieratezza con i propri amici. Le coppie hanno sofferto la mancanza di affetto fisico dei propri partner.

Relazioni in lontananza

Per fortuna, il nostro caro Internet ci ha fatto intravedere uno spiraglio di luce in mezzo a tutta questa lontananza. Grazie alla tecnologia, infatti, abbiamo potuto sopperire, in qualche modo, alla situazione. Essa ci ha fornito siti in cui potersi videochiamare e vedere, così, in maniera virtuale: i genitori hanno potuto vedere i propri figli, magari cenando «insieme» attraverso la telecamera; così come i partner, gli amici hanno optato per videochiamate con più partecipanti, in modo da vedersi tutti insieme contemporaneamente, scegliendo di fare un aperitivo virtuale, proprio come quando si ci trovava a farlo nel locale preferito il sabato sera. Anche le persone anziane hanno iniziato ad apprezzare il mondo tecnologico, essendosi ritrovati isolati e quindi spesso soli. Questo, è ovvio, non potrà mai lontanamente essere paragonabile all’emozione di viversi in presenza, ma sicuramente ci ha «salvati» da momenti bui come quelli del lockdown.

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