Siamo al centro del conflitto tra bene e male

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Di Alessandra Parrino

Se credi nell’esistenza del bene, credi intrinsecamente nell’esistenza del male e queste due entità non possono esistere singolarmente, perché allora non esisterebbe né bene né male.

Allora esistendo sia il bene che il male, abbiamo noi la possibilità di scegliere cosa far prevalere nella nostra vita?

Porsi le domande giuste

La scelta deriva dalla conoscenza di uno e dell’altro, dalla nostra capacità di lasciarci attraversare dalle domande giuste senza alzare muri, ma mettendoci al centro di questa lotta. Perché solo quando sapremo restare davvero dentro il conflitto di bene e male che già avviene dentro noi, potremo raggiungere la consapevolezza che ci permette di affrontare una scelta.

C’è una frase del libro Occasione O Tentazione di Silvano Fausti che afferma: «Il male ha la stessa funzione dell’attrito per il moto: per sé lo impedisce, eppure senza di esso slitteresti senza muoverti».

Il male serve

Ecco, nel nostro cammino funziona così, certo sarebbe comodo che non ci fosse il male, ma noi slitteremmo, entreremmo in una bolla che non ci permetterebbe di crescere e maturare. Perché è proprio nel dolore di una ferita che lasciamo spazio alla vita di tornare alla luce e trovare l’attrito che ci permette di compiere un passo avanti. Questo può avvenire solo quando accogliamo la vita, tutta, così come ci è data, con tutti i nostri errori, i nostri giorni bui e quelli di sole; perché fino a quando rifiutiamo il nostro passato continueremo a privarci del presente e del futuro.

Noi spesso crediamo che sia una sfida a chi sbaglia meno, a chi è più giusto, ma non è così; la vera sfida è quella di chi dentro alle sue tenebre saprà amare di più fino a trovare quel seme di bene che gli permetterà di fiorire. Seme che ci è dato da sempre, ma che richiede la fatica di tirare su le maniche e sporcarsi le mani tra il fango e il cuore. Tutto questo comporta fatica, ma è parte dell’allenamento stesso che è la vita e ci si allena imparando ad assumersi la responsabilità del bene che si compie, ma anche del male che si è compiuto.

Il male come occasione

Il male così può essere trasformato in occasione che ci spinge ad interrogarci, a metterci in relazione, come singoli e come comunità, per comprendere meglio che non va cancellato o dimenticato, bensì conosciuto, proprio perché in noi si possa creare la consapevolezza della sua esistenza e un bagaglio, seppur piccolo, per compiere un passo in più nell’affrontarlo.

Quando comprendi di essere al centro di questa lotta, la scelta muta in decisione e la decisione ti permette di fare un passo verso ciò che sarai, senza perdere di vista ciò che sei.

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