Il Manifesto: la cura dei disturbi del comportamento alimentare.

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1. La cura dei disturbi del comportamento alimentare è una battaglia per il futuro. Si deve procedere subito perché si tratta della seconda causa di morte della popolazione femminile italiana in adolescenza, dopo gli incidenti stradali. È urgente intervenire adesso perché la pandemia di Covid 19, il lockdown e la solitudine prodotta dalla Dad hanno fatto crescere i casi di anoressia, bulimia e alimentazione incontrollata tra i ragazzi e le ragazze, abbassando ulteriormente l’età di chi si ammala.

2. Il tema dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione è un’emergenza nazionale per i giovani, ma anche per le loro famiglie che vanno aiutate economicamente e psicologicamente ad affrontare i costi per le cure, ad essere una base sicura per i propri figli, a cercare soluzioni con empatia, ad ascoltare in modo consapevole, ad affrontare le difficoltà dei loro ragazzi, incoraggiandone l’autonomia.

3. Quello dei disturbi alimentari è un problema sociale sempre più centrale e urgente, non ancora percepito dall’opinione pubblica, di cui non possiamo non occuparci e quindi dobbiamo alzare il livello di attenzione non solo nella ricorrenza ufficiale. Dobbiamo chiedere a enti pubblici e privati di promuovere un’informazione adeguata nel resto dell’anno sui comportamenti a rischio, attraverso campagne di comunicazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle campagne con il «fiocchetto lilla».

4. È necessario attuare il precetto costituzionale di tutelare la salute come fondamentale diritto dell’individuo, in nome della sostanziale uguaglianza fra i cittadini anche per chi è malato di disturbi dell’alimentazione, tenendo conto che solo 9 Regioni su 20 offrono loro tutti e quattro i livelli di assistenza. Va quindi superata l’inadeguatezza di alcuni centri specializzati regionali sia nella fase diagnostica che in quella di controllo, che genera il doloroso e costoso fenomeno delle migrazioni sanitarie di famiglie e malati.

5. Occorre quindi consolidare, nello spirito di cooperazione tra Stato e Regioni, l’aggiornamento, l’integrazione e la messa a regime di una Rete nazionale, integrata con le reti regionali, per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Tenendo conto che il Ministero della Salute ha introdotto il «codice lilla» per aiutare gli operatori sanitari ad accogliere i pazienti in pronto soccorso e ad avviarli a un giusto iter terapeutico.

6. Va ricordato che è compito di ogni singola Regione, attraverso una cabina di regia, predisporre le linee guida necessarie agli interventi terapeutici in linea con quelle nazionali, migliorare l’approfondimento conoscitivo e impegnarsi sul tema delle liste d’attesa. Non sono accettabili lunghi tempi di attesa dovuti al mancato coordinamento nella risposta al numero di richieste superiori ai posti disponibili nei centri, con un possibile conseguente peggioramento dei disturbi nei pazienti.

7. Non si può rinviare ancora la necessaria azione legislativa per inserire nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, anche per i Disturbi del Comportamento Alimentare, intesa come patologia autonoma e riconosciuta.

8. È inderogabile la definizione, programmazione ed attuazione di iniziative su tutto il territorio italiano, per corsi specifici di formazione sui disturbi dell’alimentazione, riservati a operatori e medici di medicina generale.

9. Vanno previsti permessi speciali e/o congedi anche per i genitori con figli in cura per disturbi del comportamento alimentare, sia per la cura del figlio (minorenne o maggiorenne), sia per la terapia personale, includendo nei contratti di lavoro nazionali gli stessi benefici previsti per i genitori di tossicodipendenti o malati oncologici.

10. È urgente la programmazione e attuazione di politiche a sostegno delle famiglie e dei caregiver dei pazienti, valorizzando anche le iniziative già presenti sul territorio. Per alleggerire i costi economici di chi affronta queste malattie, è decisivo che nel codice di esenzione 005 (per anoressia nervosa e bulimia) vengano comprese tutta una serie di indagini mediche che devono essere svolte obbligatoriamente per chi ha un disturbo del comportamento alimentare, sia nella fase diagnostica che nella fase di controllo.

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