Una cultura su misura. Ognuno con la propria.

Autori: Il Bullone

Di Irene Nembrini

Il concetto di bagaglio culturale è difficile da definire: è in eterno cambiamento, prende forma in base ai nostri interessi, le nostre abilità, ma non solo. Alcune definizioni antropologiche, ad esempio quella della «cultura strategica», si spingono oltre, comprendendo anche le abitudini, le norme e i costumi del luogo in cui viviamo, della nostra comunità o della nostra religione. La nostra vita prende forma grazie a questa cultura, ad esempio, nella scelta del percorso lavorativo, del percorso di istruzione o degli hobby, ma anche nel nostro modo di interagire con gli altri. Così come è difficile proporre una definizione che abbracci tutti i tipi di cultura, ecco che risulta complicato determinare quale sia esattamente l’impatto che la cultura ha su di noi.

C’è chi parla di un effettivo «bombardamento» culturale, di un’esposizione costante che ci accompagna per tutta la vita: ad esempio, l’incontro più significativo che abbiamo con la cultura è senza dubbio quello che avviene a scuola. È lì che iniziamo ad interfacciarci non solo con la cultura mainstream, quella che ci viene proposta dagli insegnanti, ma anche con il bagaglio culturale delle persone che incontriamo.

L’educazione ci fornisce le basi, ma ci offre anche gli strumenti per creare una cultura tutta nostra, come il pensiero critico e la riflessione, ed è proprio da questi strumenti che nasce la cultura su misura. Si tratta di un percorso circolare: noi siamo plasmati dalla cultura, ed è solo così che possiamo plasmarla a nostra volta. Difatti, non è possibile parlare di una sola cultura: ciascuno di noi ha la possibilità di creare il suo piccolo «mosaico» culturale, con un disegno tutto suo, partendo da tasselli comuni, disponibili a tutti. Dobbiamo quindi diventare sarti di noi stessi, cucendoci addosso la cultura che vogliamo.

Bisogna ammettere però, che con l’evolversi dei mezzi di comunicazione questo processo è diventato quasi automatico. In base alle foto che abbiamo visualizzato in passato, ecco che Instagram ce ne propone altre simili; dopo aver ricercato una canzone, Spotify crea una playlist di brani dello stesso genere, e così via. Per di più, il processo di digitalizzazione ha fatto sì che i limiti alla nostra cultura stiano scomparendo, ed ecco che possiamo ammirare un’opera esposta a San Francisco dal divano di casa, magari pure in piena notte. Dobbiamo fare buon uso di questi strumenti, per sperimentare e scoprire la nostra cultura su misura. A misura di noi.

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