La domanda: Cosa significa fare progetti a lungo termine.

Autori: Il Bullone

Di Maddalena Fiorentini

La vita, alla fine, cambia anche senza pianificazioni e, allo stesso tempo, esistono grandi progetti a lungo termine, che in quel momento non stanno cambiando direttamente il corso della vita, ma che le daranno significato e forma.

Io penso di avere più che progetti a lungo termine, sogni, meglio chiamarli così, piuttosto che piani concreti e «contemporanei». Per cambiare la propria vita basta molto poco, bisogna solo uscire appena dalla propria comfort zone e per di più, la maggior parte delle volte il punto di partenza del cambiamento è qualcosa al di fuori del nostro controllo. Solitamente, sono pronta per i cambiamenti, anche se non li ho cercati io, lascio che deviino il corso della mia vita e pianifico il passo successivo.

Fare progetti è difficile

Effettivamente immagino che il mio pianificare esista come conseguenza dei cambiamenti nella mia vita, mi adeguo e plasmo il suo nuovo corso, senza allontanarla dai miei progetti iniziali. Non parlo di apatia, ma della capacità di saper cogliere i piccoli segnali del mondo esterno, parlo di interagire con il mondo, senza alienarsi pensando solo alla propria strada. È anche difficile alla mia età parlare di grandi progetti, si ha paura di farsi vedere dai coetanei già con le idee chiare, già adulti, e soprattutto c’è sempre questa paura costante di perdersi qualcosa, quindi si preferisce non pensare a nulla e seguire l’onda.

Ultimamente fare progetti è più difficile, c’è sempre quell’incertezza malinconica, forse fin troppo realista per la mia età, che mi abbassa molto le aspettative. Nonostante tutto, però, nel mio futuro vedo libertà, e anche per questo non mi sto tanto soffermando su progetti in generale, ogni scelta verrà presa a tempo debito.

Sono «io» il progetto a lungo termine

Un ambito su cui mi piace davvero impegnarmi per cambiare e migliorare, è me stessa. Sono l’unica «cosa» su cui ho davvero il totale controllo, l’unico progetto che parte da un foglio bianco e su cui potrò scrivere solo io. Il mio atteggiamento, il mio sguardo sul mondo, dipende solo da me. Può essere influenzato e guidato, è vero, ma l’ultima parola è la mia. In questo caso mi piace cambiare, mi piace vedermi come un piccolo progetto sempre in miglioramento, mai finito.

Se dovessi rispondere così a bruciapelo a questa domanda, direi che ho in mente di diventare un medico, di informarmi il più possibile sul mondo, di aiutare attivamente gli altri e di non perdere mai di vista il mio stesso progetto, rischiando di perdere la mia persona, e di non rinunciare mai a migliorarmi e mettermi in gioco.

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