La guerra a scuola non esiste. Bisogna parlarne!

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Autore: Omar Marques | Ringraziamenti: Getty Images Copyright: 2022 Getty Images
KRAKOW, POLAND - FEBRUARY 20: A woman and her child hold small Ukrainian national flags during a protest for peace in Ukraine at Krakow's UNESCO listed Main Square on February 20, 2022 in Krakow, Poland. For the past days, NATO Defence Ministers have gathered in Brussels to discuss the expansion of military points along the European Eastern flank. Ongoing conversations between Western countries and Russia to de-escalate the crisis at the Russian-Ukrainian border continue, but Western leaders continue to claim that there is a very high chance that a Russian invasion might happen in the coming days. (Photo by Omar Marques/Getty Images)

Capire il significato della guerra a scuola è fondamentale per i giovani studenti. I temi di attualità andrebbero trattati come una qualunque altra materia di studio perché non si può più far finta di niente. La guerra può essere compresa da tutti.

di Iris Lenzi

24 febbraio 2022: scoppia la guerra in Ucraina. Il primo conflitto della mia vita, almeno prossimo a me, in Occidente. I telegiornali immediatamente si sono attivati per parlarne. È un argomento legato alle nostre origini, alla nostra storia e deve essere sicuramente discusso. Ed ecco che a questo punto interviene la scuola o, almeno, dovrebbe farlo…

È un ambiente che ha lo scopo di preparare culturalmente e mentalmente. Si impara, si scopre, si studia, ci si appassiona. La scuola è il primo luogo dove è indispensabile trattare l’attualità, per diverse ragioni. Possono nascere confronti, riflessioni, oppure ci si può mettere nei panni di chi sta vivendo i fatti in prima persona.

È strano, curioso e un po’ bizzarro fare finta che la guerra non esista. Accennare al tema senza continuare a discuterne per poi riprendere con i programmi, le interrogazioni, come se si facesse parte di una catena di montaggio.

Un gruppo di bambini yemeniti frequenta le lezioni nel primo giorno del nuovo anno accademico a Taez, la terza città del Paese. La scuola è stata danneggiata l'anno scorso in un attacco aereo durante i combattimenti tra le forze governative sostenute dai sauditi e i ribelli huthi. Dal 2015, il conflitto ha provocato la morte di almeno 10mila persone, tra cui migliaia di civili e oltre 60mila feriti in quella che è considerata dalle Nazioni Unite la peggiore crisi umanitaria al mondo.  (Foto di AHMAD AL-BASHA / AFP)
Un gruppo di bambini yemeniti frequenta le lezioni nel primo giorno del nuovo anno accademico a Taez, la terza città del Paese. La scuola è stata danneggiata l’anno scorso in un attacco aereo durante i combattimenti tra le forze governative sostenute dai sauditi e i ribelli huthi. Dal 2015, il conflitto ha provocato la morte di almeno 10mila persone, tra cui migliaia di civili e oltre 60mila feriti in quella che è considerata dalle Nazioni Unite la peggiore crisi umanitaria al mondo.  (Foto di AHMAD AL-BASHA / AFP)

La guerra raccontata a scuola

«L’argomento è troppo complesso, difficile, un tema impossibile da trattare…».
Queste sono le classiche affermazioni per non far nascere un confronto a proposito della guerra in Ucraina. Gli studenti invece, desiderano sapere, conoscere e approfondire.

Che cosa rimane della scuola se non si trattano temi di attualità? Qual è il suo scopo allora? Ci si concentra solo sul passato e sul futuro. Ci chiedono chi saremo domani… Analizziamo i contrasti avvenuti durante epoche storiche precedenti alla nostra e l’importanza nel farlo. I professori sostengono che studiare la storia serva per preservarci da conflitti futuri.
Come sappiamo che questo non accade realmente se non trattiamo l’attualità? È passato più di un mese dall’inizio della guerra in Ucraina. Ne abbiamo discusso la settimana seguente e poi… mai più. Adesso la guerra sembra svanita. Resta solo un buco vuoto, uno spazio, una parentesi mai aperta o immediatamente terminata, un inizio senza una fine…

Ukrainian servicemen walk among debris of damaged buildings after a Russian attack in Kharkiv, Ukraine, Saturday, April 16, 2022. (AP Photo/Felipe Dana)

La paura di spiegare la guerra

Pensiamo allora ai molti bambini ucraini che non possono andare a scuola a causa della guerra. Ci sono poi i ragazzi profughi che per questo, qualora siano riusciti a fuggire dal conflitto, devono frequentare le nostre istituzioni scolastiche.

Allora la domanda sorge spontanea: quale impressione avranno se in alcuni casi non sentono parlare della condizione del loro Paese? Il popolo italiano sta sostenendo l’Ucraina in diversi modi: raccogliendo cibo, medicinali e abiti, procurando le attrezzature per combattere, facendo propaganda. L’informazione (corretta) è infatti un altro modo per aiutare.

Diffondendo le notizie si ha maggiore conoscenza della situazione attuale. Come può avvenire questo se si è ostacolati dalla paura di spiegare?

AP/LaPresse
AP/LaPresse

La guerra compresa da tutti

La guerra può essere compresa da tutti, sia da coloro che la stanno vivendo in prima persona, sia da chi la vede scorrere in TV o su internet. Ma non per forza si esprime attraverso figure esplicite come i carri armati o i soldati. Ricordo un film: Mio fratello rincorre i dinosauri. Il protagonista, Jack , rappresenta, tramite un disegno, la guerra. È presente una ragazza triste perché il fidanzato sta combattendo. La guerra non è difficile da spiegare, intendere o capire. La storia dell’Ucraina è complessa. Questa però non è e non deve essere la scusa per non parlarne.

La si potrebbe trattare anche in un modo più semplice, purché si affronti l’argomento e se ne parli. Perché se non lo facciamo a scuola, dove lo potremmo fare? Se ne parla anche in famiglia e va benissimo, ma, a mio avviso, non è giusto che siano solo i genitori a dover affrontare la tematica. Ci sono ragazzi che non hanno questa fortuna e possibilità, perché magari hanno un dialogo difficile con i genitori che talvolta non hanno neppure la capacità e la preparazione per affrontare un argomento come questo. Inoltre, il lavoro della scuola potrebbe essere paragonato a una costruzione realizzata coi Lego, una torre di mattoncini sovrapposti. Penso anche a un puzzle. Se manca anche un solo tassello, il disegno non potrebbe essere realizzato. Questo per dire che noi siamo il passato e il futuro che in assenza del presente non esisterebbe.

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