Senza dignità rischiamo di perderci nelle masse e nel nostro ego. Dobbiamo imparare a convivere. Salviamo la dignità di tutti.
«L’orgoglio è amore di sé; la dignità, rispetto» (Roberto Gervaso).
Dignità. È una parola che oggi vediamo usare sempre più spesso in maniera cautelativa, come arma per sottolineare le normative quando parliamo di diritti umani; infatti, il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti umani dice proprio: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti».
Il concetto è apparentemente semplice, ma cosa significa effettivamente?
Dopotutto, più una cosa è semplice da comprendere più finiamo con l’incartarci in quella semplicità, rifiutando di vedere la soluzione che presenta, storpiandone il senso, finché ciò che resta rispecchia poco l’immagine originale.
Perché non è poi così facile mettersi sullo stesso piano di tutti, senza allo stesso tempo sentire il bisogno di dare particolare importanza a quello che definisce il proprio io. E cosa dire poi se finiamo con l’inclinarci troppo da una parte o dall’altra di questo sottile filo? Rischiamo il pericolo di perderci. Perderci nelle masse. Perderci nel nostro ego.

Convivere gli uni con gli altri
E forse nel presente in cui viviamo, con l’incertezza che ci circonda da ogni parte, camminare su questo filo risulta più difficile che mai. I notiziari, i giornali e ogni canale di informazione a cui ci affidiamo per acquisire conoscenza del mondo che ci circonda, ci mostrano per lo più solo cattive notizie. Un flusso continuo di informazioni che ci travolge.
Sommersi, e alla deriva di tutto questo, per alcuni è forse più facile andare alla ricerca di uno spazio solo per noi. Dove nulla ci può toccare. Personalmente, più volte mi ritrovo a voler fare proprio questo.
Un fragile istinto di sopravvivenza, forse.
Eppure, è proprio in questi momenti, un po’ solitari e colmi di titubanza, che è bene tenere a mente che nonostante ciò che sentiamo nel nostro profondo più intimo, la verità è che nel bene o nel male non siamo mai veramente soli. C’è sempre una comunità che ci circonda, una comunità con la quale sempre più facciamo fatica a trovare punti di incontro e di scambio, che può veramente portare l’impatto positivo che cerchiamo.
Sembra a volte che in tutta questa voglia di vivere che possediamo abbiamo dimenticato una cosa fondamentale: come convivere gli uni con gli altri.
Perché di convivenza si tratta.
Convivere con il vicino, convivere con la natura, convivere con la tecnologia, convivere con noi stessi.
Convivenza che paradossalmente è il cuore sia del problema, che della soluzione. Una piccola area grigia che, se riusciamo a far coincidere in qualche modo i nostri bisogni con quelli di chi ci circonda, può diventare un piccolo grande passo verso un risultato concreto.

Dignità è fierezza di essere noi
E come abbiamo detto prima, non è semplice. Poche sono le cose che sono realmente semplici.
Ma nella sfida per raggiungere questa coesistenza tanto ambita, possiamo forse azzardarci a dire che è proprio la parola «dignità» una delle chiavi che può aiutarci a raggiungere questa convivenza tanto desiderata.
Dignità che prende il significato di molte cose, a seconda di come la pensiamo, perché non dobbiamo mai dimenticare che ognuno di noi possiede la propria unicità. Ed è forse nel proteggere ciò che ci rende unici, che risiede la Dignità che caratterizza ognuno di noi. Che ci permette di camminare a testa alta, ricordandoci di porgere la mano verso l’altro, pronti ad accettare la loro di unicità, senza mai però avere vergogna della nostra.
Fieri di essere noi, felici di essere umani.
D’altronde, la vita sarebbe molto più monotona se fossimo tutti uguali, no?