Altri 42 giornalisti pubblicisti ad honorem con Il Bullone

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Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha conferito ad altri 42 cronisti del Bullone il riconoscimento di giornalisti pubblicisti ad honorem.

Ancora una volta il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia si è dimostrato ad alta sensibilità. Altri 42 cronisti del Bullone sono diventati giornalisti pubblicisti ad honorem. Questi vanno ad aggiungersi agli altri 42 B.Liver diventati pubblicisti lo scorso anno. Il presidente dll’Ordine Riccardo Sorrentino, ha consegnato i tesserini personalmente durante una cerimonia semplice e commovente. Due tesserini sono stati consegnati alle mamme di Andrea e Leonardo, che qualche anno fa sono andati oltre le nuvole. Il Bullone ha voluto premiare tutti coloro che si impegnano ogni mese nella confezione del giornale. Ci sono ancora dei ragazzi, appena arrivati, che non sono stati riconosciuti pubblicisti. L’anno prossimo proveremo a fare la richiesta necessaria all’Ordine affinché riconosca tutti quelli che svolgono con passione il lavoro di giornalista sociale. Ringraziamo il presidente Sorrentino, il segretario Rosi Brandi e tutti i componenti del Consiglio, e in particolare Fabio Cavalera che anche in questa edizione ci è stato vicino.

Di seguito la testimonianza di una ragazza, Chiara Baù, a cui è stato conferito il tesserino in questa occasione.

Bill Niada (presidente della Fondazione) che stringe la mano a Riccardo Sorrentino, presidente dell’Ordine

Siamo giornalisti pubblicisti ad honorem

di Chiara Baù

C’è chi non vede l’ora di stare da solo per staccare la spina dalla frenesia della giornata, e c’è chi, come me, ama stare il più possibile in compagnia perché di solito trascorre gran parte della sua quotidianità in solitudine, indipendentemente dalla propria volontà.

Conoscere il Bullone è stata per me una ventata di ossigeno, una boccata d’aria fresca, lo stare in compagnia di persone che ho scelto di frequentare per provare a combattere quell’assurdo e opprimente senso di vuoto che troppo spesso mi sento addosso.

I B.Liver e tutta la redazione non mi hanno solo accolta, mi hanno anche compresa in questa mia sofferenza. La mia bellissima esperienza al Bullone è arrivata come un raggio di luce in piena pandemia ed è potuta cominciare grazie ad Eleonora, già B.Liver prima di me. Chiacchierando durante una tranquilla serata, Eleonora mi dice: «Chiara avrei una proposta per te, visto che ami molto scrivere, ti piacerebbe dare il tuo contributo al Bullone?», «Il Bullone? Quel fantastico giornale creato dai ragazzi per dar voce alle loro esperienze e ai loro pensieri di cui fai parte anche tu? Ma sì dai ci provo, perché no!».

La mia avventura è iniziata così. Provo talmente tanta gratitudine nei confronti di Eleonora per avermi fatto incappare nel Bullone che le parole non saranno mai sufficienti per esprimerle tutta la soddisfazione di aver potuto diventare una B.Liver. Ho scelto di intraprendere questo viaggio senza aspettative e come una pagina bianca ho spalancato mente e cuore per accogliere e imparare tutto ciò che di buono e di bello poteva offrirmi. Da un anno e mezzo sono orgogliosamente felicissima di essere una B.Liver. Quando sono entrata a far parte della «Bullone Company» mi auguravo solo di conoscere gente nuova e magari di poter migliorare il mio modo di scrivere. Fare i temi mi è sempre piaciuto fin dal liceo, ma il Bullone mi ha aiutata a capire che scrivere, oltre a piacermi, mi appassiona, mi fa sentire libera e mi coinvolge, permettendomi di dare sfogo alle mie emozioni.

Chiara Baù (al centro) dopo avere ricevuto il tesserino da giornalista pubblicista ad honorem. A sinistra Lara Frassine e a destra Edoardo Pini.

Noi giornalisti sociali

Questi 18 mesi con loro per me sono stati emozionanti, sorprendenti e soprattutto bellissimamente inaspettati; insieme a loro ho imparato, ascoltato, condiviso, gioito e sofferto, ho scritto articoli e incontrato telematicamente personaggi famosi come Patch Adams e Piero Angela. La cosa per me ancora più importante è aver conosciuto persone fantasticamente uniche che mi apprezzano e mi vogliono bene. Il mio più sincero e caloroso grazie a Sofia, Lara, Giancarlo, Martina e a tutti i miei compagni di avventura per avermi avvolta nel loro affettuoso abbraccio facendomi sentire speciale.

Grazie al mio amico Don Roberto, ai miei genitori, a mia zia e a Davide per aver sempre creduto che la scrittura potesse essere per me il modo migliore di esprimere i miei pensieri. Grazie mille a Edoardo, anche lui B.Liver, che con la sua voglia di creare nuove idee anche nelle difficoltà e la sua rassicurante semplice serenità, mi sta sostenendo, insegnandomi a sorridere di nuovo.

Prima di incontrare la compagnia del Bullone non avevo ambizioni che riguardassero solo me stessa: i B.Liver hanno dato un nome al mio caos interiore, facendomi capire quanto mi piacerebbe diventare una scrittrice, perché nelle parole scritte con passione è intrisa una magia che fa bene sia a chi scrive, sia a chi legge.

Il Bullone è una grande famiglia fatta di storie e di volti unici della quale sono orgogliosa e grata di far parte. Volti e storie che hanno saputo trasformare l’esperienza del dolore e della sofferenza in una maestra di vita che unisce e sprona ad andare oltre. Che bello scoprire il meraviglioso mondo della scrittura e sentire la penna scorrere dalla mano al foglio! Quando penso a questo mio anno e mezzo insieme al Bullone mi meraviglio di quanta bontà Gesù ha voluto donarmi attraverso i B.Liver e tutte le persone della redazione. Come sorprendente ciliegina sulla torta, alcuni di noi, compresa la sottoscritta, il 27 maggio ricevono il tesserino della regione Lombardia, che conferisce il riconoscimento di giornalista sociale. Che emozione! Non avrei mai pensato di ricevere un premio così bello e gradito, ne sono così contenta! Lo considero una mia personale rivincita sulle avversità della vita e un incentivo per continuare a scrivere con entusiasmo che non sono i momenti bui che incontriamo ad avere l’ultima parola. Dobbiamo camminare tenendo la speranza per mano, continuando a credere che sul nostro percorso possa esserci anche qualche bella sorpresa.

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