Il tempo passa.
O almeno così dicono.
Già me lo vedo, il tempo che passa di fianco all’autobus, e tu lì alla fermata ad aspettarlo; ti distrai per un attimo e li hai persi entrambi.
Oppure il tempo che passa tra le vetrine dei negozi nelle vie del centro a Milano a Roma e a New York, ma anche a Shangai a Marrakech e a Cape Town; guarda i vestiti esposti e mentre si muove decide che non gli piacciono più, e allora questi cambiano, perché quando il tempo vuole qualcosa, tutti eseguono.
Il tempo che passa tra i cinema e i teatri, tra le gallerie d’arte e i musei, trasformando a ogni passo tutto ciò che possiamo vedere.
Il tempo che un secondo alla volta cambia i volti dei bambini, le abitudini dei ragazzi e le priorità degli adulti.
Il tempo che quando cammina lento fa soffrire gli innamorati distanti, ma che è l’unico che con le sue passeggiate riesce a curare anche le peggiori ferite.
Il tempo che se non ci fosse non si andrebbe da nessuna parte mai.
Il tempo che come dice Jovanotti «se ne frega se qualcuno è in ritardo e puoi chiamarlo bastardo ma intanto è già andato».
Il tempo che non capiamo bene fino in fondo, ma siamo convinti che misurarlo sia un buon modo per controllarlo.
Il tempo che tanto ce n’è, fino a quando di colpo non è più abbastanza.
Il tempo di chi un minuto passa in trenta secondi e quindi arriva sempre in anticipo, e di chi invece un minuto dura qualche ora, e non c’è speranza di arrivare puntuale.
Il tempo che in aeroporto o in stazione passa quando vuole lui, un po’ come i treni regionali e i voli low cost.
Il tempo che se vuole ti porta al mare, e poi in montagna e poi in giro per il mondo.
Il tempo di chi ne ha poco fin dall’inizio, perché qualcosa non va, e allora ogni secondo è prezioso.
Il tempo che ti fa piangere e poi ridere e poi piangere ancora.
Il tempo che quando tutto sembra finito, continua a muoversi, per dirti che non è finito un bel niente.
Il tempo che quando ci si annoia, allora è tempo davvero.
Il tempo che corre per tutti, senza discriminare nessuno, non si ferma mai, e non si può sbagliare.
Il tempo che cambia e che è sempre uguale.
Il tempo che è sempre un regalo, ma quando qualcuno ci regala il suo è più dolce.
Il tempo che non si può sprecare, perché nessuno mai ve lo restituirà.
Il tempo che è l’unico a custodire la verità.
Il tempo ingiusto e il giusto tempo.
Il tempo che vi ho rubato, con queste parole su questo giornale.
Il tempo che, maledetto tempo, ancora non ho capito cosa sia.
Il mistero del tempo, che lo controlli ma non riesci a capirlo
Autori:
Il Bullone
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