Tra un diritto e l’altro: pillole per un po’ di pazienza

Autori:
fred moon
Credits: Fred Moon

Tra un diritto e l’altro, l’esito delle recenti elezioni politiche ha mostrato una preferenza verso partiti di destra, anche favorita da un sistema elettorale non neutrale.

di Benedetta Cappiello

Tra un diritto e l’altro, l’esito delle recenti elezioni politiche ha mostrato una preferenza verso partiti di destra, anche favorita da un sistema elettorale non neutrale. Dalla minoranza sconfitta sconforto, misto a paura; addirittura, il silenzio che ha caratterizzato la fazione politica perdente nelle settimane di campagna elettorale, si è fatto clamore dopo l’elezione. Per giorni, un susseguirsi di dichiarazioni del tipo «ritorno al fascismo». Tale reazione fa riflettere, e voglio individuare due passaggi chiave:

  1. 1. Premessa maggiore: l’Italia è un Paese democratico. Premessa minore: le ultime elezioni politiche si sono svolte validamente e si sono concluse con un risultato legittimo. Conclusione: il prossimo Governo sarà un Governo democraticamente eletto. Non hanno ancora formato il Governo, quindi non possiamo giudicarlo. Le réclames lette e ascoltate nei giorni passati, le manifestazioni che già sono state organizzate a difesa di… sono dunque capziose.
parker johnson
Credits: Parker Johnson

Diritto nel governo futuro

2. Premessa maggiore: il prossimo Governo sarà un Governo di destra. Premessa minore: i partiti italiani attualmente vincitori, espressione delle ideologie di destra, non di centro-destra, sono schierati a favore del ritorno al nazionalismo. Propugnano ideologie, non una linea politica: auspicano il ritorno dell’Italia agli Italiani, svilendo l’Unione europea che deve rimanere garante per risolvere problematiche comuni. Suggeriscono con fermezza la chiusura dei confini; auspicano la revisione di leggi espressioni di un alto grado di civiltà. Conclusione: non aspettiamoci che i diritti civili avanzeranno. Ma quando accadrà, non permettiamo che vengano messi in discussione i diritti che abbiamo già conquistato in passato, con l’elezione di maggioranze orientate verso politiche sociali di integrazione e apertura. Si pensi all’aborto: vi è una legge che lo ha legittimato. Questa legge permette alle donne di autodeterminarsi presenti determinate condizioni. L’applicazione di tale legge è stata bilanciata: il personale ospedaliero può essere «obiettore di coscienza». 

La revisione della legge difesa, suffragata con un argomentare etico-morale non ha titolo, perché etica e morale non sono termini giuridici. L’esercizio del tuo diritto, non può impedire quello del mio, e viceversa. Ma la tua etica, non può impedire l’effettività del mio diritto. Il sistema giuridico italiano costruito nei giorni dopo il secondo conflitto mondiale è retto da una (bellissima) Costituzione. Il principio di autodeterminazione sancito nelle medesima, è un baluardo che impedirà lo stralcio di ciò che è garantito per legge.  

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