Farsi prossimo, l’incontro tra detenuti e figli

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Padiglione di PensiamocInsieme all'evento Fa' la cosa giusta

Laura Landini è figlia di una cara amica. Ha studiato lingue e lavora da anni nelle risorse umane della Cooperativa sociale Onlus Farsi prossimo. Di recente, insieme ad altri giovani amici volontari, ha creato un nuovo progetto per avvicinare i figli ai genitori detenuti per mezzo del gioco e della lettura

di Emanuela Niada

Laura Landini è figlia di una cara amica. Ha studiato lingue e lavora da anni nelle risorse umane della Cooperativa sociale Onlus Farsi prossimo. Di recente, insieme ad altri giovani amici volontari, ha creato un nuovo progetto per avvicinare i figli ai genitori detenuti per mezzo del gioco e della lettura, in uno spazio creato appositamente per l’incontro e stabilire così una relazione proficua. In questa intervista Laura me lo racconta con entusiasmo e passione.

Laura, quando è nato il vostro progetto e dove operate?

«È nato nel 2019 da un gruppo di amici che già operavano nel volontariato in contesti detentivi. Abbiamo maturato insieme l’idea di unirci in un progetto che rispecchiasse non solo le nostre competenze, ma soprattutto la voglia di migliorare un contesto spesso, purtroppo, al margine della società. Ci unisce il desiderio di operare nel sociale facendo rete. PensiamocInsieme fa parte integrante dell’Associazione Nazionale di Azione Sociale, che persegue fini di solidarietà caritatevole».

A chi vi rivolgete principalmente?

«All’infanzia e, in particolare, a quella che si trova in contesti di fragilità. Promuoviamo esperienze di sostegno e valorizzazione della famiglia. Di recente abbiamo firmato un protocollo d’intesa con la Casa circondariale di Monza per la gestione della Ludoteca, di modo che possa divenire un luogo in cui la realtà carceraria venga, in qualche modo, “filtrata”. Questo permette ai detenuti di incontrare i propri figli in uno spazio protetto e di aiutarli a costruire  tra loro una relazione serena. Cerchiamo anche di creare qualcosa di diverso dall’ordinario, organizzando feste di fine anno scolastico, feste del papà o di Natale».

In che modo potete rendere la Ludoteca uno spazio gradevole?

«Grazie al Rotaract di Monza abbiamo raccolto del materiale per poter ridipingere la Ludoteca, così da renderla uno spazio neutro e rilassante. Inoltre, abbiamo intenzione di creare un piccolo spazio biblioteca, nel quale i detenuti possano trovare libri nelle proprie lingue di origine, così da poterle leggere insieme ai loro bambini».

Come mai hai fatto questa scelta? Che cosa ti ha spinta?

«Ho sempre avuto la passione dei bambini: ho fatto la baby-sitter mentre studiavo e la maestra di sci ai bambini piccoli. Quando ho deciso di intraprendere un’esperienza di volontariato, ho cercato qualcosa con cui non mi ero mai confrontata e di cui non avevo un’idea chiara. Di questa esperienza mi ha colpito, soprattutto, il fatto che, in un luogo come il carcere, dove coesistono  tante limitazioni, pregiudizi, nel quale la realtà è distorta e dove, principalmente, vi è sofferenza, con poco, si riesce a fare davvero tanto. Non sono necessari grandi gesti per fare la differenza. Per esempio, noi all’interno non svolgiamo il ruolo né di baby-sitter, né tanto meno di educatori, ma siamo lì per permettere l’accesso a quel luogo e per aiutare il genitore a ritrovare il modo di comunicare e interagire con i propri figli, anche semplicemente attraverso il gioco o la lettura di un libro».

Anche noi con il Bullone siamo stati in alcune carceri e abbiamo avuto una breve esperienza. Credo sia molto delicato dover gestire dei bambini che hanno vite affettive così difficili. Che problematiche hai incontrato?

«Devo dire che siamo stati sempre accolti molto bene. La cosa più importante che cerchiamo di trasmettere anche ai nuovi volontari è quella di entrare con una mentalità aperta, senza pregiudizi, con curiosità, ma con rispetto. È sicuramente un ambiente molto difficile, ma capace di dare molte soddisfazioni. Vorremmo poter collaborare all’interno di altri carceri».

Quanti volontari siete?

«Per ora 7, ma siamo alla ricerca continua di nuovi volontari. Da poco abbiamo partecipato all’evento Fa’ la cosa giusta e, devo ammettere che tante persone si sono mostrate interessate. Attualmente stiamo facendo dei corsi di formazione per poter selezionare nuovi volontari e  iniziare a collaborare con loro. In più, abbiamo il preziosissimo appoggio dei ragazzi del Rotaractdi Monza».

Che bello sentire dei giovani sensibili a queste tematiche così complesse e faticose. Ci vuole grande apertura, disponibilità e un gran cuore. Complimenti, siete bravissimi!

«Ci dà tanta soddisfazione vedere che bastano cura, attenzione, gentilezza e disponibilità per ottenere subito  la riconoscenza di questi bambini e dei loro genitori che vivono situazioni dolorose».

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