Esperienza con vela a colori sul lago di Como

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Vele a colori nasce da un sogno di Lucia Miani e Matteo Raveglia. Si occupano di scuola vela al Circolo di Bellano, sul lago di Como, organizzando corsi per tutti, bambini e adulti.

di Letizia Todaro

Vele a colori nasce da un sogno di Lucia Miani e Matteo Raveglia. Si occupano di scuola vela al Circolo di Bellano, sul lago di Como, organizzando corsi per tutti, bambini e adulti. Il progetto, nato il 14 marzo 2022, ha lo scopo di permettere a persone con disabilità, di navigare e timonare le barche. Per il progetto abbiamo avuto a disposizione: due Hansa 303 (per due persone) e un RS Venture Connect, per sei persone. 

Noi ragazzi del Bullone il 15 ottobre siamo partiti dalla stazione di Milano Centrale e dopo un viaggio di circa un’ora siamo giunti a Bellano. Al circolo vela ci hanno accolti Lucia e Matteo che ci hanno spiegato i fondamenti delle barche a vela messe a nostra disposizione; ossia l’Hansa 303, l’RS Quest e RS Venture Connect. A turno abbiamo armato le barche: i componenti sono facili e leggeri da montare, per questo possono essere maneggiati da tutti. Una delle parti più belle è stata imparare il lessico nautico e i nomi dei componenti delle barche.

Vela a colori

Ci hanno spiegato che in barca a vela non esistono le corde. Sono chiamate cime e tra di esse possiamo distinguere le scotte, che permettono di regolare l’apertura della randa e del fiocco. La randa è la vela principale e può avere diverse forme e dimensioni, a seconda della tipologia di barca. Solitamente è triangolare, si estende verso poppa e il suo lato più corto è sostenuto dal boma. Il boma è un palo orizzontale che durante le manovre passa da un lato all’altro della barca. C’è il rischio, per chi è a bordo, di essere colpito, quindi bisogna stare attenti alla testa. La vela di prua, più piccola, è chiamata fiocco

Altri due termini usati nella vela sono orzare e poggiare che sono entrambe manovre da fare con il timone. Orzare significa far ruotare la barca in modo che la prua si avvicini alla direzione da cui viene il vento. Poggiare, al contrario, significa far ruotare la barca in modo che la prua si allontani dal vento. Per regolare le vele, invece, con le scotte è necessario cazzare e lascare. Cazzare significa tirare la scotta e lascare, invece, significa allentarla.

Circolo Bellano

Nel pomeriggio ci hanno dato una breve spiegazione sui venti che caratterizzano la zona di Bellano. Il Tivano che arriva da nord al mattino e il Breva da sud. Alle 14.30 ci siamo imbarcati divisi in gruppi. Alcuni sono saliti sul RS Quest, altri sull’Hansa 303, altri ancora sugli RS Venture Connect. I ragazzi saliti sul Quest sono stati dotati di muta e scarpette e a tutti è stato fornito un salvagente. Anche se le barche sono progettate per evitare possibili ribaltamenti. Su ogni barca era presente con noi un istruttore. A turno ci siamo alternati, in modo che tutti i membri della barca potessero provare a fare le varie manovre. Alcuni di noi hanno potuto provare più barche. La giornata si è poi conclusa con un bellissimo aperitivo sul lago. Riteniamo che questo progetto possa essere una grande opportunità per mettersi in gioco.

La barca a vela può essere considerata un mezzo troppo lento perché non va a motore, funziona in base al vento. Di conseguenza può essere visto come meno «adrenalinico» rispetto agli altri sport. La barca trasmette un senso di pace e libertà, nel suo piccolo spazio puoi farti coccolare dalle onde con lo sfondo magico del lago. Sicuramente si possono trarre diversi insegnamenti dalla vela: il primo è che se ti fermi in mezzo al lago non ti devi scoraggiare, perché con un po’ di pazienza il vento girerà, le vele si gonfieranno di nuovo, e la barca inizierà a muoversi nella giusta direzione. La seconda è quella che riguarda l’equipaggio: la vela è uno sport di gruppo che fa capire il valore di lavorare in squadra, e di riuscire a coordinarsi con i membri del proprio equipaggio.

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