Filippo Grandi: la tragedia di Crotone basterà per avere coraggio?

Autori: Il Bullone
Chiara Malinverno riflette sulla lettera aperta che Filippo Grandi, Alto Commissario ONU per i rifugiati, ha affidatato lo scorso 4 marzo 2023 alle pagine del Corriere della Sera.
Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

di Chiara Malinverno, B.Liver

Chiara Malinverno riflette sulla lettera aperta che Filippo Grandi, Alto Commissario ONU per i rifugiati, ha affidatato lo scorso 4 marzo 2023 alle pagine del Corriere della Sera.

«La tragedia di Crotone ispirerà a chi prende decisioni in Europa un po’ del coraggio politico necessario a farle?». A chiederselo è Filippo Grandi, Alto Commissario ONU per i rifugiati, in una lettera aperta affidata lo scorso 4 marzo 2023 alle pagine del Corriere della Sera.

Leggo questa domanda a poco più di un mese dal tragico naufragio avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 al largo delle coste di Cutro, in cui hanno trovato la morte decine e decine di persone.

Leggo e, a mia volta, mi chiedo: a un mese di distanza, possiamo dire che la tragedia di Crotone abbia ispirato coraggio ai nostri decisori politici? Sarò pessimista, ma temo di no.

Penso al naufragio di Cutro e torno con la mente alla strage di Lampedusa dell’ottobre 2013. Ricordo l’indignazione e lo sgomento di quei momenti e, poi, mi riecheggia nella mente quel grido di Papa Francesco: «Mai più morti e indifferenza!».

«Mai più morti», eppure negli ultimi dieci anni il Mediterraneo è stato cimitero per oltre 26.000 persone. «Mai più indifferenza», eppure nessuno di noi è davvero consapevole di quante siano realmente le vite che si spezzano in mare.

Allora, mi chiedo ancora: pensiamo davvero che la morte di qualche decina di persone possa infondere nei decisori politici il coraggio necessario a prendere decisioni forti, capaci di porre veramente fine a un fenomeno tanto tragico come quello dell’immigrazione via mare?

Sono pessimista, lo so. Anzi no, forse sono rassegnata. Rassegnata all’idea che dopo Cutro le morti in mare saranno ancora centinaia, più probabilmente migliaia. Questo non perché i passi da fare per evitarle non siano né veloci né facili, ma perché non sembra esserci la volontà politica di compierli.

Forse, però, mi sbaglio. Forse, la strage di Cutro sarà davvero la spinta perché i decisori in Europa compiano i passi necessari ad affrontare il tema delle migrazioni, magari partendo proprio dall’approvazione di quel Nuovo Patto per la Migrazione e l’Asilo che da troppi mesi giace sui tavoli europei.

Ora, forse, sto sperando troppo. Pensare che basterebbe rimanere umani…

Diffondi questa storia

Iscriviti alla nostra newsletter

Newsletter (sidebar)
 
 
 
 

Potrebbe interessarti anche:

Torna in alto