di Liceo Giovanni Cotta, Legnago
La vita di ognuno di noi è caratterizzata da scelte di ogni tipo e noi studentesse, cinque anni fa, siamo state chiamate a dover scegliere il nostro futuro.
C’è stato un tempo in cui la scelta della scuola superiore faceva paura e non si riusciva a vedere la direzione più giusta. Ora siamo in un tempo in cui, invece, ci guardiamo indietro per capire quali siano le piccole cose che ci porteremo nel nostro bagaglio a mano per tutta la nostra vita.
Scuola come casa
Oggi siamo qui, con un piede sull’acceleratore della vita che cerchiamo di prendere la giusta direzione.
Fra pochi mesi si appresta la maturità e sarebbe sciocco dire che non abbiamo paura.
Ricordiamo bene il momento in cui abbiamo fatto ingresso per la prima volta in quell’edificio scolastico che ci avrebbe accompagnato per cinque lunghi anni.
All’inizio i corridoi sembravano quasi tutti identici: stessi colori, stesse identiche porte, persino le persone sembravano tutte uguali. Ci sentivamo così perse e spaesate che a perdersi ci si metteva davvero poco.
Seppur all’inizio sia stato difficile abbiamo saputo creare la nostra piccola casa a scuola. È strano dirlo ma, scuola per noi è casa.
Casa è il posto in cui sai di poter stare quando il gioco della vita si fa un po’ duro e sai di poter trovare gli strumenti giusti per affrontarlo.
Il nostro treno è quasi giunto al capolinea e la nostra vita prenderà altre rotte.
Per questo motivo è arrivato il momento di setacciare questi anni e passare in rassegna ciò che ha contribuito a farci diventare le donne che sentiamo di essere.
Cosa ci portiamo dalla scuola?
All’interno della nostra valigia della maturità mettiamo la nostra “flessibilità”.
Abbiamo imparato infatti ad accettare le situazioni della vita che a volte non si scelgono ma semplicemente capitano.
Sta a noi decidere come reagire a queste e, secondo noi, il modo migliore è quello di tentare di viaggiare leggeri.
A livello umano portiamo con noi le amicizie con i compagni ma anche il rapporto instaurato con i professori.
Questi ultimi, con il tempo, abbiamo imparato a vederli come umani, imparando a capirli e a comprenderli quando avevano dei giorni no.
Si sono inoltre create e consolidate amicizie vere con valori onesti e sinceri. In questi anni siamo state la protesi l’una dell’altra nei momenti di forte fragilità e le più accanite sostenitrici nei momenti di successo.
Della scuola ci mancherà l’aria di casa e famiglia, dove poter essere trasparenti e sinceri.
Guardandoci negli occhi rivediamo cinque anni di crescita, di passaggio da ragazzine a donne.
Cosa ci mancherà?
Quello che siamo lo dobbiamo soprattutto alle piccole cose della scuola che hanno contributo a creare la nostra vita.
Il liceo tra poco resterà solamente un dolce ricordo a colori che scorrerà nella nostra mente quando penseremo alla nostra adolescenza.
Fra tre mesi non sentiremo più la campanella, non saluteremo più le bidelle urlando “Buongiorno!” alle 7.20 del mattino.
Non dispereremo più per matematica, non ci suggeriremo più durante le verifiche.
Non ci saranno più gli sguardi complici tra banchi, non ci saranno più le risate con i compagni e i professori.
Non ci aspetteremo più per andare a scuola e nemmeno per prendere l’autobus di ritorno.
Non ci consoleremo più nel bagno della scuola per un brutto voto.
Non ci saranno nemmeno più i litigi, non parleremo più dei nostri amori durante la ricreazione.
Non ci sarà più la gita di cinque giorni a Nizza e non canteremo più “Buon Viaggio” durante il tragitto di ritorno a casa.
Per noi ora resta la “Notte prima degli esami” e poi chissà cosa ci aspetta.
Non ci resta che augurarci buona fortuna.