Noi e gli studenti, cercando di capire che è facile sbagliare

Autori:
La Mammoletta, sede del mare di Exodus, ospita gli studenti della 4°A dell’istituto ISIS Foresi scienze umane per scardinare pregiudizi.

di Nina Cresci, B. Liver

La Mammoletta è la «sede del mare» della Fondazione Exodus di Don Mazzi. Fondata nel 1990 da Marta del Bono e Stanislao Pecchioli sull'Isola d'Elba, offre percorsi educativi di accoglienza, reinserimento e prevenzione per adolescenti e giovani adulti con problemi di dipendenza e altri disagi sociali, familiari e psicologici.
La collaborazione tra la Mammoletta e Il Bullone nasce nel 2020 con l’obiettivo di far incontrare le comunità di riferimento per mettere al centro il dialogo, le riflessioni, le esperienze condivise di giovani che stanno attraversando, ciascuno a suo modo, periodi complicati e delicati, ma che non smettono di credere nella possibilità dell’oltre e dell’altro.

Uno degli obiettivi che Exodus si è posto, è quello di far dialogare la propria realtà con quelle esterne: di sensibilizzare, accompagnare i ragazzi, scardinando opinioni e pregiudizi che alimentano una società malata, e che fanno ammalare le singole persone. 

Per questo motivo l’associazione organizza incontri di ogni tipo, concentrandosi in particolar modo sulle scuole. 

Una mattina di un giovedì di maggio, alla Mammoletta, sede del mare di Exodus, abbiamo ospitato una ventina di studenti della 4°A dell’istituto ISIS Foresi scienze umane. Li abbiamo accompagnati a vedere i diversi luoghi della comunità, spiegando loro il significato di ciò che facciamo: a partire dall’orto, allegoria del «prendersi cura», terminando con l’officina, dove impariamo a usare le nostre mani, a dare una seconda vita agli oggetti che spesso nella nostra società siamo portati ad usare e gettare.

Dopo il giro è iniziato il vero e proprio confronto: ciò che ne abbiamo tratto? Lacrime, sorrisi, messa in discussione.

Seduti in cerchio, ci siamo scambiati testimonianze e riflessioni, aiutandoci ad aprire gli occhi per iniziare a vedere meglio: dove viviamo, cosa sta succedendo, quanto siamo consapevoli?

L’obiettivo era quello di sensibilizzare i ragazzi riguardo all’uso di sostanze, ma ne è nata qualche cosa di più. 

Avere la possibilità di confrontarci riguardo tematiche che, se alla Mammoletta ricorrono spesso permettendoci di sviluppare un pensiero critico, fuori sono spesso oscurate, poco approfondite.

I ragazzi si sono mostrati disponibili, seppur con fatica, ad aprirsi condividendo storie difficili, momenti difficili. Questo è importante: in una società individualista in cui i ragazzi imparano a pensare per sé stessi, a desiderare sempre qualcosa in più, ad agire in base ai propri comodi, ad apparire oltre che a non mostrarsi deboli, donare loro la possibilità di aprirsi, di essere ascoltati, di poter piangere è risultato avere un valore immenso.

Le nostre testimonianze hanno offerto vari spunti di riflessione, così come le loro sono state lezioni di vita per noi. Questa è la cosa importante dell’incontrare l’altro: si scoprono nuove storie, nuovi modi di affrontare la realtà. Ci specchiamo negli altri e apriamo gli occhi, ci tendiamo le mani lasciando indietro ogni pregiudizio. Torniamo ognuno alle nostre vite, alle nostre abitudini con qualcosa in più, una frase, una parola, uno sguardo.

Ti è piaciuto ciò che hai letto?

Ricevi adesso l’ultimo numero del nostro mensile Il Bullone, uno spazio in cui i temi cardine della nostra società vengono trattati da un punto di vista “umano” e proposti come modello di ispirazione per un mondo migliore.

Ricevi ultimo Bullone
 
 
 
 

Diffondi questa storia

Iscriviti alla nostra newsletter

Newsletter (sidebar)
 
 
 
 

Potrebbe interessarti anche:

Torna in alto