A “Rondine” ho imparato a rompere gli schemi e a crescere con gli altri

Autori: Il Bullone
Veronica, 17 anni, è una ragazza che ha deciso di partecipare al progetto «Quarto Anno» di Rondine Cittadella della Pace. In questo articolo ci parla di come questa esperienza le abbia permesso di andare oltre le ferite del suo passato, rinnovando in lei il desiderio profondo di apprezzare e vivere a pieno la sua vita.

di Veronica Origgi

Veronica, 17 anni, è una ragazza che ha deciso di partecipare al progetto «Quarto Anno» di Rondine Cittadella della Pace. In questo articolo ci parla di come questa esperienza le abbia permesso di andare oltre le ferite del suo passato, rinnovando in lei il desiderio profondo di apprezzare e vivere a pieno la sua vita.

Quando lo scorso settembre sono arrivata a Rondine, non sapevo bene cosa aspettarmi. Sono Veronica, ho 17 anni, e da un piccolo paese in Brianza ho deciso di raggiungere una realtà nuova di cui ero spaventata ed entusiasta, un contesto sconosciuto ma incredibile, che sembrava avere tutte le risposte che cercavo: il borgo toscano di Rondine.

Appena arrivata volevo conoscere tutto quello che mi circondava, ma da subito è stato chiaro che prima avrei dovuto conoscere e far conoscere me stessa. Mi aspettavo di conoscere il mondo esterno nella sua diversità, ma mi sono ritrovata ad esplorare molto quello interno.

A Rondine infatti, le ferite che avevo subito sono state ascoltate, riconosciute e affrontate insieme alle persone attorno a me, in uno spazio dove provare a fare chiarezza alla domanda: «chi sono io?», in cui prendersi del tempo per riflettere.

In questo periodo sono entrata nelle ferite guarite ma non chiuse del mio passato, ho smesso di scappare dai conflitti, perché ho capito che non sono per forza negativi, ma che possono essere confronto e incontro di diversità, che porta a crescere e a migliorare.

Abbiamo avuto un corso di teatro, lezioni e laboratori su relazione e persona, momenti di ascolto interiore e reciproco, e grazie a tutto questo ho imparato ad apprezzarmi, a valorizzarmi maggiormente e a dare spazio alla mia opinione. Questa crescita è dovuta anche a una persona che mi ha fatto provare sentimenti nuovi, che ho dovuto imparare a capire, che mi ha fatto sentire amata, e a quella rete di persone che crescendo con me ogni giorno, mi ha fatto sentire accolta e apprezzata.

Verso la fine dell’inverno si respirava nel gruppo un desiderio di cambiamento, di superamento degli schemi di riflessione introspettiva per andare a conoscere il mondo esterno, ed è nato in me anche il desiderio di muovermi e andare oltre le riflessioni su me stessa e sulle ferite del passato in cui mi ero fermata. Mi sono infatti resa conto che ero rimasta nel dolore provato, identificandomi con esso, perché avevo paura di uscire da quella zona di comfort, in cui gli altri si prendono cura di te, ma rimani ferma.

Ho capito che ho sofferto, ma che non sono la mia sofferenza, era ora di mettere un punto e di non continuare a stare nel passato, pur ricordandolo e non negandolo.

Sono quindi andata verso il futuro, la scoperta e la crescita. Con il nostro gruppo variegato ho assistito a lezioni che mi hanno aperto sguardi importanti sul mondo e sulla nostra società, su come voglio agire. Si è rinnovato in me il desiderio profondo di apprezzare e vivere a pieno questa mia vita.

Tutto questo cambiamento interiore è stato possibile grazie allo spazio sicuro, ma anche divertente e positivo, che è stato per me Rondine: uno spazio fatto di abbracci, affetto e supporto, in cui puoi prendere una pausa dal mondo per lavorare su te stessa e maturare nuove capacità e forze, uno spazio in cui puoi sbagliare e crescere imparando dai tuoi sbagli, in cui puoi permetterti di cadere, perché c’è chi ti aiuterà a rialzarti.

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