Con Animenta “Aperililla” e “Ora del Tellus”: trasformare il cibo da nemico a compagno di viaggio

Autori: Il Bullone
Animenta racconta "Aperililla" e "Ora del Tellus", due nuove iniziative nate con lo scopo di trasformare il cibo da nemico a compagno di viaggio.

di Cristina Procida, B. Liver

Animenta è un’associazione no-profit che si pone l’obiettivo di sensibilizzare e informare sui Disturbi del Comportamento Alimentare. Attiva sul territorio italiano dal 2021, il suo lavoro coinvolge circa duecento volontari da tutta Italia tra professionisti, genitori e ragazzi che decidono di supportarne le attività attraverso le loro storie e competenze, provando a divulgare speranza e condivisione.
La collaborazione tra Animenta e Il Bullone nasce dall’obiettivo condiviso di raccontare la vita dopo la malattia, ma anche dal
tentativo di provare a interpretare o reinterpretare il mondo con cui si interfacciano i ragazzi di oggi, soprattutto in caso di vissuti importanti, partendo, in primis, dalle loro parole. Rubrica scritta e curata da Cristina Procida.

Quando ho parlato con Stefania, la «creatrice» degli aperitivi lilla promossi da Animenta, mi ha detto che l’idea è nata in perfetta linea con quello che l’associazione cerca di fare tutti i giorni: sensibilizzare e unire, insieme a una ridefinizione del concetto di cibo: «è simbolico dire aperitivo», spiega, «si può anche prendere parte per chiacchierare e stare in uno spazio privo di giudizio, in cui ciascuno si può sentire sé stesso aldilà del rapporto con la malattia.

È innanzitutto un luogo in cui si possono conoscere altre persone e parlare di ciò che sta al di fuori del disturbo, magari trovando interessi in comune che sono diversi da tutto ciò che comprende un disturbo alimentare».

Il momento del pasto è, tendenzialmente, un momento difficile, per alcuni addirittura ostile: «Poter sentire vicinanza e condivisione, cambia e ricontestualizza un’azione che può essere complessa come quella di mangiare».

“Poter sentire vicinanza e condivisione, cambia e ricontestualizza un’azione che può essere complessa come quella di mangiare.

Un momento importantissimo anche per ridefinire la propria identità fuori dalla malattia: «Possiamo definirlo anche come un momento che “ci allena” ad avventurarci in situazioni simili fuori dalla bolla di Animenta».

Dalla collaborazione tra «gli aperitivi lilla» e Fondazione Cotarella, che da tempo si occupa di tematiche sociali, nasce «L’Ora del Tellus»: abbiamo chiacchierato con Enrica Cotarella, che ci ha raccontato come questa iniziativa nasca dall’incontro tra Dominga Cotarella e Aurora Caporossi: «La sinergia è stata istantanea. Abbiamo iniziato a dare vita ad attività e iniziative in collaborazione: laboratori di cucina nei ristoranti, e tutta una serie di aperitivi che noi abbiamo ribattezzato “L’Ora del Tellus”, ma anche “Aperililla”.

Momenti di condivisione di una o due ore, parlando non per forza di DCA. Io e le mie sorelle (Dominga e Marta, ndr) ci occupiamo di vino, e negli anni abbiamo deciso di appoggiare alcune realtà sociali: nello specifico il vino Tellus nasce strettamente per questo scopo. Siamo stati partner di tante iniziative, ad esempio con l’associazione Iris (che si occupa di curare mamme con tumori al seno), siamo stati partner del 150° anniversario del Bambin Gesù, e il Tellus si veste del fiocchetto lilla. Una parte del ricavato della vendita del vino va a Fondazione Cotarella, Animenta e a Fondazione Fiocchetto Lilla».

L’obiettivo è creare un momento che nel tempo si trasforma in una community, dove i ragazzi prendono contatti tra loro e creano relazioni anche tra realtà italiane diverse. ”Diventa una forza di Community” è un appuntamento fisso per tantissimi ragazzi, e spesso sono proprio i ristoratori che quando ne sentono parlare ci richiedono di poter prendere parte all’iniziativa».

In uno degli ultimi appuntamenti, le sorelle Cotarella hanno pronunciato una frase che credo possa essere la somma di tutta questa macchina che si muove in sinergia con Animenta: «Trasformare il cibo da nemico a Compagno di viaggio». Un compagno importante, ma che si colora soltanto con la presenza e i legami che si intessono durante queste esperienze.

“«Trasformare il cibo da nemico a Compagno di viaggio». Un compagno importante, ma che si colora soltanto con la presenza e i legami che si intessono durante queste esperienze.”

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