In questo momento vorrei un futuro, una famiglia, un grande giardino

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La B.Liver Ilaria ci parla di desideri e di come, quando arriva una grave malattia, la prospettiva cambi... per sempre.

di Ilaria Leone, B.Liver

La B.Liver Ilaria ci parla di desideri e di come, quando arriva una grave malattia, la prospettiva cambi... per sempre. 

Desideri

Vedendo l’etimologia della parola «desiderio» si può notare che essa è composta da «de» e «sides», letteralmente «senza stelle». Quando il cielo è coperto e le stelle sono assenti, sembra che ci manchi l’orientamento, e questo ci spinge a desiderare di vederle di nuovo.

Quante volte ci è capitato di desiderare qualcosa? La nostra vita è fatta di desideri, a volte sono effimeri, altre volte questi desideri ci spingono ad andare avanti e sono la stella che ci guida per tutta la vita. Viviamo in una società segnata dal desiderio effimero, dove ogni giorno desideriamo qualcosa di diverso: un vestito firmato, l’ultimo modello di iPhone, una macchina costosa. In questo cielo di desideri effimeri, le stelle si accendono e si spengono in continuazione, non c’è mai una stella fissa che ci indichi la direzione, e così noi ci sentiamo spaesati, ci sembra di vivere in un cielo di abbagli e non di stelle.

«Desiderio» quindi, è per me qualcosa che cambia sempre nel corso dell’esistenza in base alle fasi di vita e a quello che ci accade. In questo momento il mio desiderio è di avere un futuro, una famiglia e un grande giardino dove poter coltivare fiori e piante, forse potrà sembrare banale, ma a me basta.” Immagine generata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator

La diagnosi

Quando ti viene diagnosticata una malattia grave, allora inizi ad accorgerti di essere vissuto senza una stella polare, in balia degli abbagli di luce. Il desiderio diventa così quello di guarire e di vivere una vita serena e spensierata con le persone che ami. All’improvviso c’è qualcosa per cui lottare e vivere.

Quando mi è stata diagnosticata la leucemia, io mi sentivo proprio in un cielo senza stelle: sì, avevo il desiderio di fare qualcosa nella vita che mi rendesse felice, però non sapevo come raggiungerla, pensavo che sarei vissuta sempre nell’incertezza e nella paura di fare qualcosa che non mi rendesse felice. In quel periodo mi ero anche iscritta all’università, e il mio desiderio era di non rimanere indietro con gli studi e cercare di vivere la mia vita da universitaria il più normalmente possibile.

Mi chiedevo perché non posso frequentare le lezioni come gli altri miei compagni? Perché devo essere bloccata in un letto di ospedale invece di godermi uno dei periodi più belli della vita? Ero arrabbiata perché in quel momento il mio desiderio era di tornare a vivere una vita normale, mi sentivo terribilmente sfortunata, non trovavo il senso di tutto quello che mi era successo, e in più non c’era molto che potessi fare per esaudire il mio desiderio di tornare a star bene, se non aspettare e sperare che le cure funzionassero. In quei momenti ho realizzato quanto fossi fortunata prima, e quello che avevo dato per scontato fino ad allora.

Il dopo

A lungo, dopo la malattia, ho desiderato di poter tornare la persona che ero prima della diagnosi, di poter riavere la serenità che avevo prima e la falsa convinzione di essere invincibile. È stato difficile capire che non sarei mai potuta tornare la persona che ero prima, e che avrei dovuto convivere con questo trauma per molto.

In realtà adesso mi dico che non sarei potuta diventare la persona che sono ora, con le certezze che ho, senza quell’esperienza. È strano accettare che adesso la mia vita ha trovato un senso, che non ho un desiderio grandissimo da realizzare, che non ho la pressione di dover fare della mia vita qualcosa di grande, e che sono contenta anche solo di stare bene, e di costruire la mia vita passo passo, e con la convinzione che per essere felici non bisogna fare grandi cose.

«Desiderio» quindi, è per me qualcosa che cambia sempre nel corso dell’esistenza in base alle fasi di vita e a quello che ci accade. In questo momento il mio desiderio è di avere un futuro, una famiglia e un grande giardino dove poter coltivare fiori e piante, forse potrà sembrare banale, ma a me basta.

In questo cielo di desideri effimeri, le stelle si accendono e si spengono in continuazione, non c’è mai una stella fissa che ci indichi la direzione, e così noi ci sentiamo spaesati, ci sembra di vivere in un cielo di abbagli e non di stelle.”

Ilaria Leone

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