La Mammoletta: dall’Elba a Milano per cantare l’amicizia

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In occasione dell'Invisibile Festival, a Milano sono sbarcati anche i ragazzi della Mammoletta, comunità della Fondazione Exodus. In particolare, la band "I ragazzi della Mammoletta" hanno toccato cuore ed emozioni del pubblico con inediti o altre canzoni proposte

Sofia Segre Reinach, B.Liver

In occasione dell'Invisibile Festival, a Milano sono sbarcati anche i ragazzi della Mammoletta, comunità della Fondazione Exodus. In particolare, la band "I ragazzi della Mammoletta" hanno toccato cuore ed emozioni del pubblico con inediti o altre canzoni proposte.

Direttamente dall’Isola d’Elba sbarca a InVisibile Festival una rappresentanza della band I ragazzi della Mammoletta, composta da giovani, volontari e operatori della comunità elbana della Fondazione Exodus.

Introdotti e accompagnati da Don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus, e Marta Del Bono, responsabile della sede, il concerto tocca il cuore e le emozioni del pubblico. Con gli inediti Vent’anni e Invisibile e le altre canzoni proposte, Greta, Lapo, Nina, Giulia, Stefano, Lorenzo, Alessandro, Simone e Giorgia ci dimostrano il valore della possibilità, dell’ascolto e del lavoro di squadra. Come ci raccontano loro stessi: «Fare musica non è solo ostentazione o passatempo: è guardarsi e sentirsi, dentro e fuori.

La bellezza sta proprio nel riuscire insieme a trovare un modo per superare le difficoltà. Ogni ragazzo si approccia alla musica in maniera diversa, la sfida è riuscire a venirsi incontro, trovare un punto da cui partire per raggiungere l’obiettivo comune di creare armonia. L’arte permette di toccare nel profondo, di coinvolgere e colpire: noi ragazzi abbiamo bisogno di essere visti, ascoltati, di dare forma a quel sentire che, nella nostra storia, è sempre stato nascosto o considerato di poca importanza. La musica ci aiuta a sbrogliare quel groviglio di emozioni che per tanto tempo hanno atteso che qualcuno le vedesse, le capisse».

Fare musica non è solo ostentazione o passatempo: è guardarsi e sentirsi, dentro e fuori.

– La band “I ragazzi della Mammoletta”

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