di Oriana Gullone, B.Liver
Chi sono gli Invisibili, nella settimana a più alta visibilità dell'anno, nella città più visibile del mondo? Non si sa, ma si stima rappresentino il 90% delle presenze. Non stiamo esagerando. Anni fa, un grande vecchio della sala stampa ci regalò una grande verità su Sanremo: «Il vero Festival comincia quando il teatro Ariston spegne le luci.» [...] Quest'anno, vogliamo dedicargli un posto speciale, raccontando le loro visioni, i loro desideri e le loro fragilità, con le parole di Debora e Oriana e gli scatti di Alessio, i nostri inviati.
Sanremo, la città di Christian
Sanremo è la mia città, dove ho imparato a respirare, cantare e portare avanti quello che amo. Da un po’ sono anche tornato a vivere nella città invisibile di Sanremo, la città vecchia, che noi chiamiamo La Pigna.
Christian è un educatore e un cantautore che realizza laboratori in contesti di fragilità
Sono Christian Gullone, ho 41 anni e faccio musica fin da bambino. Sono educatore e cantautore. Negli ultimi tre anni sto realizzando laboratori di produzione e scrittura musicale in contesti di disabilità, carcere e in un centro giovanile qui in città. Sto lavorando a un nuovo disco, che probabilmente sarà accompagnato da una serie di racconti, e a un podcast.

Il Festival secondo Christian
Il Festival per me vuol dire incontri, spesso fugaci, rapidissimi. Con persone che poi ritrovo disseminate per l’Italia. Mi piace pensare a Sanremo come al centro di un fiocco di neve, da cui, potenzialmente, si può finire ovunque, si possono aprire mille strade. Una città invisibile di Calvino a forma di asterisco. Sarebbe poi bello se in questa città, un po’ più spesso, si tornasse anche, come in uno scivolo, una spirale.»
“Mi piace pensare a Sanremo come al centro di un fiocco di neve, da cui, potenzialmente, si può finire ovunque, si possono aprire mille strade.”
– Christian Gullone