di Giancarlo Perego, B.Liver
“Volevo tornare a essere come prima, ma la vita mi ha insegnato altro”: guerra e malattia
Altro significa che si cambia.
Sono i ragazzi del Bullone che hanno voluto parlare di guarigione, di guerra, quasi per abbinare, affiancare queste due parole a stati d’animo simili, a sofferenze indimenticabili. Quando ti ammali e poi guarisci, guarisci veramente? Quando ti senti un’altra persona dopo la chemioterapia o ore dallo psichiatra, perché si fa fatica a capirlo? Vogliamo il tranquillo passato, prima della frase: hai un tumore. O prima delle prime bombe sganciate da un aereo sulle case dove ci sono famiglie con anziani e bambini imprigionati dalle macerie.
Sì, lo sappiamo l’accostamento è arduo, ma quando soffriamo possiamo tutto.
Come si fa la pace? Come si guarisce?
Al Bullone ci siamo domandati: ma come si fa la pace? Come si esce da una guarigione? Si può dimenticare una guerra in casa? Si può dimenticare una grave malattia? Certo, dobbiamo abituarci al cambiamento. Facile dirlo, ma farlo è come trovarsi davanti una montagna insormontabile. Sulle guerre vi consigliamo di leggere l’intervista all’editorialista del Corriere della Sera, Paolo Mieli e il pezzo, già apparso sull’Avvenire del sociologico Mauro Magatti. Sulle guarigioni, i tempi e i modi, vi consigliamo di leggere che cosa dice la psiconcologa dell’Universita Statale e dello IEO, Gabriella Pravettoni e del dottor Momcilo Jankovic.
David Grossman, scrittore israeliano di fama internazionale, sostiene che si può uscire da questa guerra solo quando si riconosceranno i diritti degli altri. Ma ci vuole dialogo, dialogo, dialogo
– Giancarlo Perego –
Sono i ragazzi del Bullone che hanno voluto parlare di guarigione, di guerra, quasi per abbinare, affiancare queste due parole a stati d’animo simili, a sofferenze indimenticabili. Quando ti ammali e poi guarisci, guarisci veramente? Quando ti senti un’altra persona dopo la chemioterapia o ore dallo psichiatra, perché si fa fatica a capirlo?