Cari ricercatori, salvate vite umane compresa la mia

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Sarah è una B.Liver che a 17 anni scopre di avere una forma di epatite autoimmune. Nel 2023 scopre un tumore al fegato e nel 2024 può finalmente effettuare un trapianto. Sarah vuole dire un grazie alla ricerca scientifica, che è stata in grado di salvarle la vita.
"La forza del pensiero positivo è stata un potente strumento di guarigione e resilienza. Oggi, mentre mi guardo indietro e vedo tutto il cammino percorso, mi rendo conto di quanto la Ricerca Scientifica abbia giocato un ruolo fondamentale nella mia storia. Sono grata per ogni scoperta, per ogni studio, per ogni progresso che ha reso possibile il mio trapianto e la mia rinascita." Illustrazione di Aurora Protopapa.

Cari ricercatori, grazie per avermi salvato la vita: a 17 anni scopro di essere affetta da un’epatite autoimmune

A 17 anni, ho scoperto di essere affetta da un’epatite autoimmune, un evento che ha scosso profondamente le fondamenta della mia esistenza. Ciò che inizialmente sembrava una malattia cronica, si è purtroppo trasformato in qualcosa di ancora più grande.


Ricordo il momento in cui mi è stata assegnata l’esenzione 016, un numero destinato a diventare parte integrante della mia vita quotidiana. Le pillole, le visite mediche, il cortisone che mi faceva gonfiare: tutto questo faceva parte di un mondo che avrei preferito non conoscere.
All’inizio ho fatto fatica ad accettare questa nuova realtà. Saltavo le pastiglie, negavo che la mia vita stesse cambiando. Ma la malattia non aspetta, non si ferma di fronte alle nostre paure e resistenze. 

2023: quel viaggio a Parigi e la notizia di un tumore al fegato


2023. Dopo un viaggio a Parigi, sono tornata a casa con i piedi gonfi, l’ittero e un dolore lancinante che mi ha portata dritta al pronto soccorso. Diverse settimane di ricovero e una biopsia. Più tardi ho ricevuto la notizia che avrebbe cambiato tutto: il mio fegato, in cirrosi, aveva sviluppato un tumore, l’epatocarcinoma, un nemico che si era insinuato silenziosamente nella mia vita.


Mi è stata assegnata l’esenzione 048, un altro numero destinato a segnare una nuova fase della mia vita. Insieme ai medici abbiamo valutato ogni opzione possibile. La decisione di mettermi in lista d’attesa per un trapianto di fegato è stata una delle più difficili che abbia mai preso. L’attesa è diventata la mia compagna silenziosa, ma mai demoralizzante. Questa volta è stata diversa: ho accettato velocemente, anzi, sembrava quasi che questa sfida mi avesse dato una carica in più. Ho imparato a trovare la forza anche quando mi sembrava di non averne più.

L’8 febbraio 2024 arrivò una chiamata: c’era un fegato disponibile per me


L’8 febbraio 2024 è una data che non dimenticherò mai. Una chiamata dall’ospedale nel cuore della notte mi annunciava che c’era un fegato per me. Dodici lunghe ore in sala operatoria e poi il risveglio nella sala di rianimazione. «Sono qui, sono viva e… beh, ho appena fatto il trapianto di fegato!», ho condiviso emozionata sul mio stato di Instagram. Una sensazione di sollievo mista a gratitudine mi ha pervaso. La buona notizia è che tutto è andato bene! Nonostante qualche imprevisto post-operatorio, ho camminato dopo pochi giorni e dopo 10 giorni sono tornata a casa, e mi è stata assegnata l’esenzione 052.

Dopo un mese: ogni volta che la guardo, la mia cicatrice da trapianto di fegato mi ricorda che sono esperta in materia di cadute, ma, indipendentemente da questo, sono anche il suo contrario. Sono cambiata, ma resto un’amante della vita, una persona che ha imparato a rialzarsi anche quando sembrava impossibile.
Durante il mio ricovero ho dedicato del tempo a riflettere sulla mia esperienza. La mia mente è stata il mio più grande alleato. Ho scelto di concentrarmi sulle cose per cui sono grata, sulle piccole vittorie e sui progressi, anziché lasciarmi travolgere dalla paura o dall’incertezza.

La forza del pensiero positivo

La forza del pensiero positivo è stata un potente strumento di guarigione e resilienza.
Oggi, mentre mi guardo indietro e vedo tutto il cammino percorso, mi rendo conto di quanto la Ricerca Scientifica abbia giocato un ruolo fondamentale nella mia storia. Sono grata per ogni scoperta, per ogni studio, per ogni progresso che ha reso possibile il mio trapianto e la mia rinascita.

La Ricerca Scientifica non è solo un campo di studi, è una fonte di speranza e di possibilità. È grazie a lei se oggi posso guardare al futuro con fiducia, sapendo che ci sono menti brillanti dedite a trovare nuove cure, a migliorare le terapie esistenti, a rendere possibile ciò che sembrava impossibile.

– Sarah Kamsu

La mia mente è stata il mio più grande alleato. Ho scelto di concentrarmi sulle cose per cui sono grata, sulle piccole vittorie e sui progressi, anziché lasciarmi travolgere dalla paura o dall’incertezza.

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