Esplorando il cuore di Barilla: Bullone e liceo “Preziosine” insieme per creare un kit di comunicazione inclusivo

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Nasce un nuovo e coinvolgente progetto, che unisce giovani talenti per comunicare i valori e l'impegno di Barilla verso le persone, specialmente le più vulnerabili.
archivi storici di Parma Barilla
"Poi, insieme, siamo andati a visitare gli archivi storici di Parma dove Andrea, Roberto e Monica, ci hanno mostrato immagini straordinarie di Barilla (foto, pubblicità, video…) da 135 anni a questa parte. Così tra un biscotto e una merendina ci hanno dato il briefing..."

Barilla è una grande azienda famigliare che rappresenta noi italiani come una bandiera. 

Molti sono fieri quando la vedono in giro nel mondo; per noi il cibo è una storia di valore e quindi ci piace essere ben rappresentati. 

Anche per il Bullone è motivo di lustro, infatti con Barilla collaboriamo da anni. Io ho la fortuna di conoscere Guido, Luca e Paolo fin da bambino; gli voglio bene, li stimo molto e son contento quando li vedo. Purtroppo non abbastanza. 

Una bella cosa è che, indipendentemente da loro, alcuni loro collaboratori hanno chiesto di lavorare con la Fondazione. Pensano che portiamo temi essenziali, che abbiamo punti di vista importanti e che possiamo essere utili per imparare a vivere e lavorare in modo diverso. Barilla ha davvero valori profondi, nati da Pietro (il padre), che i figli condividono e che si sviluppano nell’aiuto a persone e comunità, ma di cui non si parla abbastanza. Credo che questi esempi, nel mondo delle imprese, siano essenziali. 

E così una redazione dei nostri ragazzi (orgogliosissimi) scrive una newsletter interna sulla D&I, abbiamo tenuto un corso di comunicazione sulla CSR ai loro media manager, abbiamo realizzato un progetto con video interviste ai dipendenti della fabbrica di Melfi ed ora stiamo creando una comunicazione ad hoc sull’inclusione.  

Questa è una bella storia e può essere ispiratrice per altre aziende: Barilla vuole creare degli strumenti cartacei e digitali, per raccontare a coloro che visitano gli stabilimenti (studenti, clienti, amici,…), cosa fanno e come si comportano nei confronti delle persone, soprattutto le fragili, nelle fabbriche e non solo.

Noi, a nostra volta, abbiamo coinvolto un liceo artistico (le Preziosine di Monza) e delle super professoresse che a loro volta hanno fatto salire a bordo dottorandi del Politecnico di Milano e di Architettura di Venezia. Un bel gruppone eterogeneo, come esperienze, età, studi e stili di vita.

Poi, insieme, siamo andati a visitare gli archivi storici di Parma dove Andrea, Roberto e Monica, ci hanno mostrato immagini straordinarie di Barilla (foto, pubblicità, video…) da 135 anni a questa parte. Così tra un biscotto e una merendina ci hanno dato il briefing: i B.Liver insieme ai ragazzi di 4a e 5a devono raccontare cos’è Barilla, come è evoluta la “famiglia” del Mulino Bianco (ma anche la società) e come gli piacerebbe comunicare Barilla sia ai loro coetanei sia al mondo della disabilità. Con un lessico giovane e multimediale (ma professionale e quindi remunerato). 

Cosa ne uscirà?  

Ne sta già uscendo un percorso di occhi che brillano, ricordi d’infanzia (anche di persone la cui infanzia è ieri), di cure di mamme e di nonne, d’incontri d’affetto e storie d’amicizia che il marchio Barilla evoca nella vita di ognuno. Ne esce l’orgoglio di giovani che lavorano con una grande azienda, nei suoi pensieri e nei suoi meccanismi. Ne escono idee super creative che, dentro schemi e procedure aziendali, non potrebbero volare. Ne nascono esempi, impressioni e suggestioni che sui giovani fanno una grande presa. Positiva ed emotiva. Una grande azienda ha grandi responsabilità verso il futuro e il futuro è la vita dei giovani. Anche loro fanno parte di questo processo, non solo prendendone parte, ma anche facendo la propria parte.

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