Educazione emotiva a scuola: come l’empatia può cambiare la gestione dello stress
La scuola, istituzione indispensabile per l’insegnamento e l’educazione delle nuove generazioni, presenta parecchie aspettative in merito al rendimento e all’interesse verso di essa da parte dei suoi alunni. Con l’enorme varietà di materie che propone, mira a preparare nel miglior modo possibile gli studenti dal punto di vista teorico, tralasciando però un aspetto cruciale: la formazione morale dell’individuo. Infatti, spiega come svolgere le equazioni, come realizzare dei buoni temi, come affrontare la selettività dei test d’ingresso dell’università e molto altro… ma l’aspetto che riguarda la gestione delle proprie emozioni alla quale ci sottopone, come per esempio stress, pressioni o la capacità di capire come allentare la presa, viene quasi sempre trascurato.

Spesse volte non viene spiegato come salvaguardarsi o come sopportare nel modo migliore il carico di lavoro assegnato senza dover rinunciare completamente a sé stessi e, soprattutto, senza scordare, come cita la famosa canzone del gruppo Fun, “We are young”: si è troppo giovani per cadere in una spirale di sentimenti negativi che la scuola dà ma spesso non insegna a gestire, quali ad esempio l’ansia che se troppa diventa distruttiva. L’effetto di questa mancanza apre un bivio: chi tenta di uscirne da solo, anche rischiando di non farcela sempre, e chi scappa, rimandando o non affrontando affatto il problema. È comune l’usanza di saltare scuola a causa di periodi particolarmente intensi di prove e lavori, deresponsabilizzandosi dai propri doveri. Attuare questo già in tenera età la dice lunga sui modi di approcciarsi ai problemi, che in futuro diventano anche più complessi. Quella che riteniamo necessaria è più empatia dalla parte di coloro che dovrebbero guidare e partecipare in prima linea alla nostra crescita dal punto di vista emotivo. Come ha detto lo psicoanalista, filosofo e saggista Umberto Galimberti: “Per fare il docente non basta il concorso, ci vogliono test di empatia e corsi di teatro. Insegnare non è un mestiere”. Non per forza è necessaria una figura precisa deputata ad aiutare gli alunni a gestire queste problematiche un’ora o due alla settimana, basterebbe che ognuno degli stessi professori fosse predisposto ad una gran dose di empatia. Quindi educazione emotiva in un senso biunivoco: come qualità da insegnare e come competenza da avere. Detto questo l’empatia non va intesa solo come una caratteristica inerente alla scuola ma anche come componente alla base di una società migliore, che presenterebbe sicuramente meno contrasti e più comprensione e disponibilità all’ascolto.
– Sofia Serinolli e Silvia Tesini
“Non per forza è necessaria una figura precisa deputata ad aiutare gli alunni a gestire queste problematiche un’ora o due alla settimana, basterebbe che ognuno degli stessi professori fosse predisposto ad una gran dose di empatia. Quindi educazione emotiva in un senso biunivoco: come qualità da insegnare e come competenza da avere.“