Il Bullone alla Camera: la diversità è una ricchezza, non un peso da nascondere

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Sofia racconta come il Bullone promuova un cambio di paradigma nell'inclusione lavorativa, valorizzando le capacità di tutti e collaborando con aziende e scuole, al fine di creare ambienti accoglienti e produttivi.
Una foto dell'intervento della Fondazione Bullone alla Camera dei deputati.
Una foto dell'intervento della Fondazione Bullone alla Camera dei deputati.

Noi del Bullone non facciamo leggi, ma crediamo nell’ascolto e nelle esperienze

Noi del Bullone non sappiamo fare leggi e neanche pensiamo di poter dare lezioni a nessuno.

Crediamo però, nell’ascolto e nell’imparare dalle esperienze e dalle cose che si vivono.

Per questo siamo grati ad Edoardo Caprino e a Simona Marotta di Bovindo, agenzia di comunicazione cara al Bullone, per aver creduto e organizzato questo nostro incontro alla Sala Stampa della Camera dei deputati, e agli onorevoli Luciano Ciocchetti, Vice Presidente della Commissione Affari Sociali e a Gian Antonio Girelli, membro della Commissione Affari Sociali alla Camera dei deputati, che ci hanno dedicato tempo e attenzione.

Dall’esperienza quotidiana del Bullone è evidente come sia necessario un cambio di paradigma nella prospettiva dell’inclusione lavorativa di persone con disabilità. La questione tocca la cultura, l’educazione, la formazione, e, anche, la normativa.

È fondamentale introdurre una regolamentazione del lavoro delle aziende con le non profit, con linee guida chiare che creino una cultura su diversità e inclusione, come autentica risorsa e quindi investimenti per la creazione di processi di inserimento, formazione e professionalizzazione adeguati e concreti.

È necessario che si lavori tutti insieme per diffondere una cultura collettiva in cui l’inclusione lavorativa di persone con disabilità o in differenti situazioni di fragilità, non sia per le aziende solo una «cosa da dover fare», ma che possa essere realmente vista come risorsa. Una cultura sistemica, per cui una persona in categoria protetta non debba essere semplicemente «piazzata» da qualche parte, ma che possa essere realmente guardata per il suo potenziale di persona da formare, far crescere, valorizzare.

Allo stesso modo, anche l’azienda e le sue persone, dovrebbero essere accompagnate a scoprire come stare accanto, far fronte a determinate necessità e bisogni e come poter correttamente inserire le persone. Ma questo, in fondo, non è la grande sfida di tutti?

Creare ambienti di lavoro sereni e sostenibili, per garantire il benessere e, quindi, anche, la qualità dei risultati sul lavoro.

Ognuno ha un proprio talento, se riuscissimo a valorizzarci tutti, non riusciremmo anche ad essere più produttivi? Non è una sfida bellissima imparare dagli altri?

Al Bullone noi cerchiamo «soltanto» di metterci in ascolto e trovare insieme soluzioni che vadano oltre a limiti e pregiudizi, per portare avanti un obiettivo comune, imparando uno dall’altro, senza alcuna distinzione.

Magari potremo scoprire che qualche cosa che fa bene a una persona, può fare bene anche a me.

Per esempio, siamo andati a incontrare la scuola professionale gestita da Fondazione Un Futuro per l’Asperger, con cui collaboriamo.

La scuola è aperta a qualsiasi studente, ma con una particolare attenzione a giovani con Sindrome di Asperger. Le aule sono studiate per essere spazi in cui i ragazzi possano sentirsi accolti e non esposti a situazioni di stress eccessivo: aule di massimo 12 studenti, con pareti in legno che assorbono i rumori, stanza di decompressione dove le persone possono prendersi liberamente un momento di stacco, etc. E subito ho pensato a quanto farebbe bene anche a me poter avere un luogo di lavoro così!

– Sofia Segre Reinach

“È fondamentale introdurre una regolamentazione del lavoro delle aziende con le non profit, con linee guida chiare che creino una cultura su diversità e inclusione, come autentica risorsa e quindi investimenti per la creazione di processi di inserimento, formazione e professionalizzazione adeguati e concreti.”

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