La Mammoletta: due barche e un gozzo, i miei amici

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La Mammoletta è la «sede del mare» della Fondazione Exodus di Don Mazzi. Fondata nel 1990 da Marta del Bono e Stanislao Pecchioli sull'Isola d'Elba, offre percorsi educativi di accoglienza, reinserimento e prevenzione per adolescenti e giovani adulti con problemi di dipendenza e altri disagi sociali, familiari e psicologici. La collaborazione tra la Mammoletta e Il Bullone nasce nel 2020 con l’obiettivo di far incontrare le comunità di riferimento per mettere al centro il dialogo, le riflessioni, le esperienze condivise di giovani che stanno attraversando, ciascuno a suo modo, periodi complicati e delicati, ma che non smettono di credere nella possibilità dell’oltre e dell’altro.
"Sono arrivato qui sei mesi fa e mi sono appassionato alla barche facendo manutenzione al gozzo: pensate, all’inizio dei lavori non sapevo nemmeno dire a memoria «orbitale» senza dover chiedere che forma avesse quell’attrezzo; ora invece, ringraziando infinitamente le persone che sono qui, sto facendo tesoro di ogni insegnamento e ogni momento che si lavora al gozzo". Immagine generata con sIstema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Imbarcazioni, riparazioni e costruzioni: l’esperienza di Mattia, appassionato di barche

Qui alla Mammoletta vi sono attività lavorative e di svago.

Alla fondazione Exodus, verso gli anni ottanta vennero donate due barche: Maria Teresa e Bamboo e anche un gozzo; queste imbarcazioni vengono utilizzate non solo per noi ragazzi in percorso ma anche per altri progetti con il coinvolgimento di ragazzi e ragazze delle scuole, privati, famiglie e gruppi di persone di altre associazioni (UVS,ISOLA MONDO…).

Sono Mattia, della Mammoletta, sono arrivato qui sei mesi fa e mi sono appassionato alle barche facendo manutenzione al gozzo: pensate, all’inizio dei lavori non sapevo nemmeno dire a memoria «orbitale» senza dover chiedere che forma avesse quell’attrezzo; ora invece, ringraziando infinitamente le persone che sono qui, sto facendo tesoro di ogni insegnamento e ogni momento che si lavora al gozzo. In questo momento sto imparando io, prima di me l’hanno fatto altre persone e in futuro tante altri ragazzi e ragazze come me.

“A lavoro finito, adoperiamo le barche per far passare ai nostri ospiti e amici una giornata INDIMENTICABILE navigando il mare dell’isola d’Elba: attenzione però, quando si sale sulle barche ci sono delle regole che vanno rispettate”. Immagine generata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Questa esperienza un giorno potrebbe diventare un lavoro per appassionati come me, io la definirei una grande fortuna che non capita a tutti e soprattutto che non capita tutti i giorni. A febbraio abbiamo iniziato il restauro del gozzo: inizialmente abbiamo scaldato l’asse per estrarre l’elica e poi scartato con l’orbitale l’anti-vegetativa e la falchetta, carteggiato la coperta, sostituite alcune parti dell’Opera morta, perché con le intemperie erano andate in rovina e infine, nel frattempo abbiamo levato la vecchia vernice dalla sentina, riverniciato e sistemato il motore e altri ritocchi qua e là.

A lavoro finito, adoperiamo le barche per far passare ai nostri ospiti e amici una giornata INDIMENTICABILE navigando il mare dell’isola d’Elba: attenzione però, quando si sale sulle barche ci sono delle regole che vanno rispettate, la prima è che bisogna sempre ascoltare quello che dice il comandante; poi c’è il divieto di fumare a bordo e il divieto di utilizzare il telefono, dopodiché massimo divertimento! Ormai un’esperienza così è sempre più rara in questa società.

– Mattia, I ragazzi della Mammoletta

“Questa esperienza un giorno potrebbe diventare un lavoro per appassionati come me, io la definirei una grande fortuna che non capita a tutti e soprattutto che non capita tutti i giorni.”

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