Dove ti senti viva? A un concerto in mezzo ai coetanei sono ripartita

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La B.Liver Giusy racconta del concerto che le ha cambiato la vita: ha risvegliato la voglia di vivere, trasformando un luogo in un simbolo di rinascita e libertà.
"Proprio in quei luoghi mi riscopro in quanto persona, in quanto corpo che abita il mondo, corpo tramite il quale vivo e provo sensazioni, corpo che mi permette di potermi sentire viva."

Sentirsi viva in mezzo a un concerto

«Me lo dicevi anche tu

la vita va vissuta e

invece io la penso»,

scrive Brunori Sas ne La vita pensata, una canzone che sa parlare di vita.

Viviamo pensando a quale sia il modo migliore per poter vivere, a quello che ci aspettiamo di ottenere dal futuro, viviamo pensando, ma pensiamo troppo.

Vivere presuppone provare sensazioni, sentirle, farsi travolgere. Questi sentimenti sono però oscurati dalla necessità di raggiungere obiettivi, di essere produttivi. Dimentichiamo l’importanza di godere del presente, dimentichiamo il processo che ci porta a un obiettivo, pensando che questo sia l’importante; dimentichiamo che i ricordi che ci porteremo saranno le emozioni vissute, non i risultati ottenuti.

Ci sono luoghi che abitiamo, che viviamo, che ci fanno sentire vivi, esistenti, dove basta poco e pensare non è necessario, dove vivere è più importante.

Proprio in quei luoghi mi riscopro in quanto persona, in quanto corpo che abita il mondo, corpo tramite il quale vivo e provo sensazioni, corpo che mi permette di potermi sentire viva.

Il mio luogo potrebbe essere il tuo, potrebbe essere quello di chi mi sta a fianco, perché in qualsiasi posto esso sia ha la forza di farci capire cos’è importante.

Il mio luogo è un non luogo che ho scoperto senza volerlo, tramite un regalo.

Nel 2019 per la prima volta sono stata a un concerto (di Calcutta) insieme a mia sorella. Un suo regalo per il mio compleanno, un modo per farmi sentire un po’ felice, in un anno in cui sentirsi vivi, percepire il senso della felicità per me non era così semplice.

Il regalo di quei biglietti riaccese in me una luce.

Il concerto lasciò in me un nuovo modo di percepirmi e di vivere, per la prima volta i miei pensieri non erano così pesanti da coprire il resto, vivere il momento era più importante di qualsiasi pensiero. Cantare, saltare, urlare a squarciagola le canzoni che mi accompagnavano ogni giorno anche nei momenti tristi è stato così liberatorio! Canzoni che sanno esprimere emozioni, che raccontano più di quanto tu riusciresti.

Io, una voce tra le altre voci, io presente nella vita, io viva.

Grazie a quel concerto ho avuto una motivazione per rialzarmi, per spingermi a reagire, un motivo in più per intraprendere un percorso di cura: avere la forza di poter vivere ancora quei momenti.

Quel giorno mi sono sentita libera per la prima volta e non c’è sensazione più bella.

Un luogo che non è solo un luogo, un luogo che per me è terapia, è vita, è rinascita.

Proprio grazie a quel concerto ho scoperto quanto basti poco per capire che sentirsi vivi non è una colpa: da quel momento ogni anno mi dedico del tempo per ritornare in quel luogo.

Ripeto a me stessa e alla me del passato che posso continuare a viverli quei momenti, ma che posso imparare a riscoprirli anche nella quotidianità.

Posso sentirmi viva sull’autobus la mattina andando all’università e ascoltando le storie di ragazzi della mia stessa età, guardando fuori dal finestrino di un treno che mi porta in un luogo nuovo; posso sentirmi viva nel luogo in cui abito – il mio corpo – che ogni giorno mi permette di provare nuovi spazi.

Oggi mentre scrivo è fine luglio 2024, un’estate calda, un po’ come quella di cinque anni fa. Domani ritornerò nel mio luogo, andrò di nuovo al concerto di Calcutta (casualità sempre nella stessa città).

Chissà che sensazioni vivrò, non vedo l’ora di scoprirlo, di sicuro sarà diverso, ma allo stesso tempo sarà familiare e mi verrà naturale pensare al 2019, quando andare a quel concerto era speranza.

L’importante – sempre come scrive e canta Brunori Sas – è vivere la vita com’è.

– Giusy Scopetta

“Ci sono luoghi che abitiamo, che viviamo, che ci fanno sentire vivi, esistenti, dove basta poco e pensare non è necessario, dove vivere è più importante.”

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