Alla ricerca della verità propulsiva: il cammino interiore verso la felicità
Ho appena finito di leggere il Bullone n° 88. Parla della voce dei ragazzi, della sofferenza dei giovani, del loro rapporto con gli adulti, della necessità di ascolto di sé.
Alcuni articoli non mi piacciono, perché pontificano su quello che non va, sulla negatività delle guerre, sugli adulti che sbagliano, sulle esigenze dei ragazzi che devono imparare ad ascoltarsi e capire che cosa hanno dentro, del dovere dei grandi verso di loro. Tutto giusto, ma io non riesco a sintonizzarmi, li considero aria fritta. Parole parole parole…
È tanto tempo che provo a trovare la «verità propulsiva», quel nocciolo unico e generativo da cui parte la vera verità. Il fulcro della logica, l’essenza del realmente necessario, il motore primigenio da cui far discendere un comportamento corretto e positivo per sé e per gli altri.
Non deve essere moralistico, non deve essere parziale, non deve essere utilitaristico.
Deve essere oggettivo. La verità propulsiva deve valere per tutti. Essere una fonte limpida e trasparente da cui bere per agire per il proprio e altrui benessere e a cui tutti, indifferentemente, possono abbeverarsi. Siano musulmani, cattolici, neri, ricchi, miseri, storpi o superdotati. Una verità che abbia il senso del motivo per cui siamo musulmani, neri, ricchi … in questa vita e di conseguenza come viverla al meglio con la capacità di stare in pace e nella «felicità». Insieme.
Perché sono convinto che esista quell’atomo, quella scintilla, quel concetto che spiega tutto ciò e che ci svela la vita (positiva).
Che cosa uso per cercarla? L’osservazione di ciò che mi accade intorno, l’osservazione di come reagisco io, l’osservazione dei risultati di azioni e reazioni. E poi la critica a me stesso e agli altri per stanare ciò che funziona per migliorare la vita, distillando ed escludendo ciò (e coloro) che invece porta fatica e danno.
Cosa faccio per trovarla? Faccio, agisco, sperimento in modo da provare cosa è utile e cosa invece è superfluo. È vero, parlo e scrivo (ahimè) anche molto, ma solo su ciò che ho provato e su cui ho riflettuto.
L’ho trovata? No, per ora sguazzo in verità parziali, nell’interesse dei singoli, nelle convenzioni, nelle apparenze con la consapevolezza che tutto ciò è sbagliato perché porta all’infelicità in cui abitiamo e di cui tutti i giorni parliamo.
E così continuo a cercarla lavorando: quindi fatico, arranco, sudo e mi batto senza darmi per vinto.
Se la trovo vi avviso.
Bill.
– Bill Niada
“È tanto tempo che provo a trovare la «verità propulsiva», quel nocciolo unico e generativo da cui parte la vera verità. Il fulcro della logica, l’essenza del realmente necessario, il motore primigenio da cui far discendere un comportamento corretto e positivo per sé e per gli altri.
Non deve essere moralistico, non deve essere parziale, non deve essere utilitaristico.
Deve essere oggettivo. La verità propulsiva deve valere per tutti. Essere una fonte limpida e trasparente da cui bere per agire per il proprio e altrui benessere e a cui tutti, indifferentemente, possono abbeverarsi. Siano musulmani, cattolici, neri, ricchi, miseri, storpi o superdotati.“