Rimanere affamati e folli: il manifesto della ribellione personale
La prima apparizione della frase «Stay hungry, stay foolish» avviene nel 1974 nell’ultima edizione del Whole Earth Catalog creato da Steward Brand. Il Whole Earth Catalog era una rivista contro culturale fondata tra gli anni ‘60-‘70 contenente recensioni e manuali politico-filosofici e consigliava articoli di ogni genere e dove trovarli, con lo scopo di promuovere uno stile di vita autosufficiente e spingere le persone all’azione.
La citazione incoraggia a mantenere l’energia vitale di incuriosirsi, appassionarsi, conoscere, scoprirsi, aprirsi a nuove esperienze coraggiose; presupposti contrari ai valori e alle consuetudini condivisi da una società capitalista che sollecita l’omologazione attraverso l’ingranaggio del consumo, creando per gli individui una definizione di sé basata sull’apparire: che cosa si possiede, che cosa si ha indosso, ovvero ciò che dovrebbe definire il proprio status.

Immagine generata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.
Il ricavato di questo funzionamento è che le persone si sentono in balia del dettame sociale di «dover fare per poter sembrare», a rispettare aspettative imposte dall’esterno, finendo per perdere il contatto con i propri interessi, desideri e di conseguenza con sé stessi.
Questo sistema soffoca la capacità di «cercarsi», insegna alla contribuzione di questo macchinario e premia chi lo fa.
Mi sono sempre sentita in dovere di vestirmi in un certo modo per omologarmi, o di autoconvincermi di perseguire un determinato percorso di studi per assicurarmi di essere qualcuno e di vivere una vita economicamente tranquilla.
Perciò, è necessario, in un contesto come questo, rimanere «affamati e folli»: la «fame» permette di essere creativi, curiosi, di cimentarsi in nuove avventure, coltivare una passione senza scopo di lucro, studiare per il gusto di farlo, porsi delle domande, di meravigliarsi. La curiosità è una forma di libertà interiore, rappresenta la capacità di auto direzionarsi per vicoli sconosciuti. La «follia», non intesa come impulsività, è avere il coraggio di esplorare mondi non ancora noti di sé stessi, saperli accettare e riuscire a prendersi cura della propria umanità.
Essere «affamati e folli», vuol dire provare a sfidare il sistema, poiché, a volte, la ribellione è proprio la ricerca di sé stessi.
– Sofia Licciardello
“La «fame» permette di essere creativi, curiosi, di cimentarsi in nuove avventure, coltivare una passione senza scopo di lucro, studiare per il gusto di farlo, porsi delle domande, di meravigliarsi. La curiosità è una forma di libertà interiore, rappresenta la capacità di auto direzionarsi per vicoli sconosciuti. La «follia», non intesa come impulsività, è avere il coraggio di esplorare mondi non ancora noti di sé stessi“.