Il Capodanno nella storia. Quel giorno del 1566 quando si riscoprì il bene da fare

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Nell’ultimo giorno del 1565, Iulia, guaritrice solitaria e sospettata per le sue abilità, attende l’anno nuovo pregando per un futuro di pace. La sua speranza si intreccia con l’elezione del nuovo Papa, auspicando la fine delle ingiuste accuse di stregoneria che le hanno portato lutti e isolamento.
"La mano tremava, ma infine aprì: sua cugina, il marito, il macellaio con della carne da preparare, le donne che aveva aiutato a partorire, i loro mariti e figli, altre persone che aveva curato… Tutti entrarono con gioia! Ognuno portava qualcosa da mangiare o da bere: Iulia non capiva. Sua cugina Caterina le si avvicinò: «Allora, non accogli i tuoi ospiti? Non dirmi che pensavi di restare sola?! Forza uomini, lì dietro c’è un altro tavolo e sono certa che nessuno avrà problemi a restare in piedi!»."

Capodanno nella storia: Iulia e le sue speranze per l’anno nuovo

Era l’ultimo giorno del 1565.

Iulia era a casa sua, preparava la cena per quell’occasione speciale. Stava per cambiare l’anno, ma non solo: Papa Pio IV era morto e i cardinali erano in conclave per l’elezione del nuovo Pontefice. Iulia sperava e pregava che fosse un uomo di pace.

Lei era una donna sola, curava con le piante e faceva nascere i bambini: molte donne erano state accusate di stregoneria e uccise per le sue stesse abilità. La sua migliore amica era morta a marzo, sul rogo, dopo una confessione estorta con le torture.

Iulia pregava, chiedeva a Dio che quella caccia assurda finisse: lei era adulta, senza marito, né figli e le donne che andavano da lei per farsi assistere durante il parto erano sempre meno.

Però, Iulia aveva speranza: con il nuovo Papa le cose sarebbero potute cambiare. Quindi si rimise a cucinare: «È pur sempre un’occasione speciale». Nella pentola cuoceva un bel pezzo di carne, insieme alle verdure del suo orto.

La tavola era apparecchiata in modo semplice: una tovaglia, eleganti tovaglioli, posate in argento e un bel bicchiere; era pronto anche un po’ di vino, regalo di una cugina che coltivava la vigna. Il gatto gironzolava per casa e tutto era tranquillo.

Il sole stava per tramontare, mentre la luna ancora non si vedeva.

Nell’attesa, Iulia aveva deciso di concedersi un po’ di tempo in preghiera, guardando il crocifisso appeso nella stanza; non era particolarmente bello, anzi era rozzo, ma era di famiglia ed era l’unico oggetto che aveva ereditato alla morte dei genitori, il resto era andato a suo fratello. Ad ogni modo, quei pensieri non la toccavano, stava semplicemente in ginocchio, osservando il suo Signore e bisbigliando sottovoce, rispettosamente.

TOC TOC!

Qualcuno stava bussando alla porta: «Ma chi può essere, non aspetto nessuno!».

Con cautela e un po’ di paura, si avvicinò alla porta; prima di aprire si chiese se potessero essere le guardie venute a prenderla per stregoneria, ma il conclave era in corso, i festeggiamenti per l’inizio del nuovo anno imminenti… «Perché dovrebbero venirmi a prendere adesso? E chi è che mi accusa?». Per un attimo Iulia pensò di scappare, ma a che pro?, lei non aveva mai fatto nulla di male, anzi, si era sempre prodigata per gli altri.

Andò ad aprire.

Erano tre guardie armate: «Per me è finita, non posso più difendermi!», pensò.

Le guardie entrarono senza dire una parola, spostando Iulia da una parte e guardando la semplice stanza che costituiva la sua casa. Una di loro indicò il crocifisso: «E quello?», «È un oggetto di famiglia, un crocifisso, se lo osservate bene. Ero in preghiera…».

«Non ci interessa quello che stavi facendo, vecchia! Siamo qui perché ci hanno riferito che un ladro sta approfittando di questa serata per rubare nelle case… qui non c’è niente, ragazzi. Vecchia, tu non sai niente, vero? Dove hai preso la carne e il vino? Non sarai una… strega!».

«No, signori. Il pezzo di vitello che vedete, mi è stato regalato dal macellaio dopo che ho ehm… aiutato sua moglie; mentre le verdure sono dell’orto dietro casa! Il vino, invece, è un regalo di mia cugina, che coltiva la vigna con il marito. Non ho fatto nulla di male, perché lo pensate?».

«Cerchiamo un ladro furbo, non una vecchia come te! Non ci interessi, per ora! Ero solo curioso: una donna sola… da dove arriva tutto ciò? Sicura di non nascondere nulla? Quel crocifisso è molto brutto, quasi non si vede Nostro Signore!».

«No, è come vi ho spiegato! So che il crocifisso non è bellissimo, ma appartiene alla mia famiglia da molto tempo… un nonno di mio padre, se non sbaglio… Non ho fatto nulla di male e nessuno entrerebbe a rubare qui: possiedo poco».

«Questa donna ha ragione, Lapo! Sicuramente non è chi cerchiamo e qui non c’è nulla da prendere. Lasciamola trascorrere questa serata tranquilla e… sola!», intervenne una guardia.

«Come hai detto di chiamarti?». «Iulia».

«Buona serata!», e i tre uscirono.

Iulia tirò un sospiro di sollievo, si era davvero spaventata, ma soprattutto non faceva che ripensare a ciò che le aveva detto quella guardia: lei era sola! Certo, conosceva alcune persone: clienti, sua cugina era pronta ad aiutarla, ma le feste, quelle le passava sempre da sola. Non ci aveva mai fatto caso e non le era mai pesato, finché quella guardia non lo aveva detto: SOLA.

Iulia iniziò a pensare ai dieci neonati venuti al mondo quell’anno grazie a lei, alle persone che aveva guarito usando le sue erbe, a coloro cui aveva fatto compagnia dopo un lutto, alla sua amica morta ingiustamente, per cui aveva tanto pregato.

«NON È GIUSTO! Tutti sorridono, sono allegri e in compagnia, mentre io qui osservo senza nessuno accanto il buio che accoglie il nuovo anno!».

TOC TOC!

«E ora? Chi mi cerca?»

Iulia si avvicinò alla porta, un po’ spaventata, senza osare immaginare che pericolo potesse presentarsi a lei bussando…

La mano tremava, ma infine aprì: sua cugina, il marito, il macellaio con della carne da preparare, le donne che aveva aiutato a partorire, i loro mariti e figli, altre persone che aveva curato… Tutti entrarono con gioia!

Ognuno portava qualcosa da mangiare o da bere: Iulia non capiva. Sua cugina Caterina le si avvicinò: «Allora, non accogli i tuoi ospiti? Non dirmi che pensavi di restare sola?! Forza uomini, lì dietro c’è un altro tavolo e sono certa che nessuno avrà problemi a restare in piedi!».

«Ma cos…? Ma perché?», chiese Iulia.

«Per dirti grazie e per sperare insieme che il prossimo anno possa essere migliore!».

Intanto, fuori dalla finestra, la luna era comparsa: il 1566 era iniziato!

– Silvia Bellinato

«Ma cos…? Ma perché?», chiese Iulia. «Per dirti grazie e per sperare insieme che il prossimo anno possa essere migliore!». Intanto, fuori dalla finestra, la luna era comparsa: il 1566 era iniziato!“.

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