Uomini e donne oggi: crisi, pregiudizi e bisogno di equilibrio
Poco tempo fa ho fatto un post su LinkedIn con una riflessione sul ruolo delle donne e degli uomini nella società attuale.
Solitamente ciò che scrivo riceve molta attenzione (50/100/200 like, molti commenti, migliaia di visualizzazioni): questo ha ricevuto 1 like e 19 visualizzazioni.
Il «mondo» si schiera in base a paradigmi, preconcetti e convenzioni in bianco o nero, Palestina o Israele, maschi o femmine… difficilmente si va nel profondo per capire e riflettere. L’importante è essere schierati e surfare sull’onda del mainstream e delle banalità. Magari per ricevere più like…
L’altro giorno, nel nostro spazio di co-working, ho assistito a una scena di brutalizzazione verbale e umiliazione professionale da parte di una ragazza scatenata contro un suo collega silente. Se fossi stato in lui l’avrei presa a cazzotti.
Non sono un violento, non mi sono mai picchiato né con un maschio né con una donna (anche se mi sono dovuto difendere da aggressioni verbali) e credo di avere un buon self control. Però l’istinto mi avrebbe spinto a farlo (anche se le avrei prese perché lei era una belva e io ormai una mezza sega).
Oggigiorno ci sono solo articoli, manifestazioni, congressi, posizioni contro l’uomo e la violenza verso le donne.
Il maschio ormai è considerato un violento, aggressivo, pericoloso e… pirla (a volte a ragione).
È giusto?
In parte.

Immagine generata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.
Quando al lavoro parlo con le ragazze (in Fondazione il 90% sono donne) devo fare attenzione, riflettere, scegliere le parole… rischio di non essere spontaneo al 100%.
Mentre le donne possono esserlo…
È giusto?
Non so…
Pensiamo ai nostri figli e ai giovani maschi. Crescere in una società dove si è considerati dei violenti stupratori assassini non è facile. Se fossi un ragazzo avrei paura di tutto: aprire la porta a una ragazza, pagarle il conto, parlarle, cercare di baciarla… Forse preferirei stare coi maschi a guardare il calcio, o a giocare su internet, o a vedere i porno, o magari mi chiuderei in casa perché mi sento uno sfigato.
La donna ha dovuto lottare, si è emancipata, ha faticato e studiato molto più dei maschi, ha sviluppato molti interessi in più (un tempo l’uomo andava a caccia, o faceva la guerra, o proteggeva la famiglia dal fuoco, mentre la donna partoriva, andava al pozzo, cuciva, cucinava, lavava, allattava, educava i figli, tesseva relazioni…), è mille volte più sfaccettata emotivamente e relazionalmente. Si è dovuta, nella rincorsa evolutiva, sviluppare e armare molto più dell’uomo.
Però ha meno forza fisica.
Nelle società precedenti, questa caratteristica era fondamentale. Oggi, nella società occidentale, non ha più valore. Contano la preparazione culturale (la percentuale di donne laureata è molto maggiore rispetto ai maschi), l’empatia sociale, l’intelligenza emotiva, le capacità verbali, il lavoro mentale. È una società cerebrale, relazionale e protettiva (fin troppo, ed è motivo di altra sofferenza). Non è più una società fisica e «virile».
Quindi l’uomo annaspa, non ha più un ruolo chiaro, non ha più un’autorità, non ha più un vantaggio fisico, culturale e sociale. È in crisi nera.
Come reagisce a tutto ciò? Dando cazzotti.
È giusto?
No.
Però dovrebbe essere arrivato il momento in cui invece che considerarlo solo un violento assassino, lo si aiuti a ritrovare un’identità e una dignità che gli porti armonia e riequilibri la relazione con l’altro sesso, portando le proprie qualità.
Proprio per evitare che diventi un violento assassino.
Perché avremo sempre figli maschi e quindi valorizzarli è cruciale per tutti: donne e uomini.
Bill
– Bill Niada
“Però dovrebbe essere arrivato il momento in cui invece che considerarlo solo un violento assassino, lo si aiuti a ritrovare un’identità e una dignità che gli porti armonia e riequilibri la relazione con l’altro sesso, portando le proprie qualità.
Proprio per evitare che diventi un violento assassino.
Perché avremo sempre figli maschi e quindi valorizzarli è cruciale per tutti: donne e uomini.”