Paura di essere e stravaganza: un cammino insieme

Autori:
“Stravaganza” è un’ode poetica alla libertà interiore, alla trasformazione e al coraggio di percepirsi e mostrarsi autenticamente, come farfalle che si librano sopra città grigie, portando luce.
Gli elefanti, Salvador Dalí, 1948

Stravaganza: ode alla libertà di essere

Germoglia profondo, il seme,

sedimenta, si mescola con la terra e ricerca

nella stessa una sua via. Di uscita?

Fluisce, goccia a goccia, la vita

lungo la radice.

La percorre interamente.

Dove si mostra appena, nasce la possibilità.

La paura di essere e la sua stravaganza, insieme.

Esiste davvero differenza fra essere e percepire,

percepirsi umano?

Una tavolozza si ribalta e la terra ne esce opera.

Centinaia di colori stesi sul prato.

Avvertire la libertà,

di percepirsi, di danzare con le proprie ossa

di mostrarsi.

Darsi colore, scegliendo le proprie tonalità.

Chiudere gli occhi e urlare il proprio nome,

senza timore.

Immaginare una farfalla

ed ecco, l’aria frasca le attraversa le ali.

Urlano anche loro una sola volontà:

librarsi in volo, sopra i tetti grigi di altre città.

Si disfà la maschera portata,

si scioglie lentamente il corpo

e viene sprigionata la luce, primordiale.

Sussurrare al mondo finalmente il proprio nome,

oppure urlarlo,

o ancora, scriverlo su pareti già imbrattate.

Quella farfalla tornerà radice

e si mostrerà,

nella sua essenza.

Dove le radici si infittiscono,

la luce è pronta ad esplodere.

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