La forza gentile di essere sé stessi: la stravaganza come rivoluzione silenziosa
Oggi, in cui tutto sembra già deciso, già detto, già approvato da altri, essere stravaganti può sembrare inutile. Eppure, oggi più che mai, la stravaganza richiede coraggio. È come un modo per proteggerci dentro: quello che pensiamo, quello che proviamo, quello in cui speriamo. Ci siamo mai fermati davvero a chiederci che cos’è questa stravaganza? Vuol dire solo vestirsi in modo strano, avere gusti diversi dagli altri, avere passioni un po’ fuori dal comune, dire cose che non tutti capiscono? Oppure è qualcosa di più profondo? Qualcosa che ha a che fare con il nostro modo di stare al mondo? Forse stravagante è chi fa una domanda in più, proprio quando tutti scelgono di stare in silenzio. Chi prende una strada diversa, anche se più lunga, anche se più scomoda. Chi ha il coraggio di raccontarsi per quello che è, senza filtri, anche se questo può sembrare «troppo».

Viviamo in un’epoca in cui si cerca sempre di piacere. Ma a chi, esattamente? Quante volte abbiamo nascosto un pensiero per non sembrare strani? Quante volte abbiamo detto di sì, solo per non restare soli? C’è una voce dentro ognuno di noi che ogni tanto vorrebbe uscire. Ma spesso la zittiamo. Ci diciamo che non è il momento, che è meglio stare tranquilli, che non ha senso rischiare, tanto nessuno capisce davvero. Poi però, a fine giornata ci resta solo una sensazione addosso: quella di non esserci più del tutto.
La stravaganza vera non ha bisogno di attirare l’attenzione. Non fa rumore. Ma si riconosce. È in chi guarda il mondo e sceglie di non copiarlo. In chi accetta il rischio di sbagliare, pur di essere sé stesso. In chi racconta la propria storia, anche se diversa da tutte le altre. Allora: quanto spazio lasciamo, nella nostra vita, alla creatività? Alla libertà? Alla possibilità di sorprenderci davvero? Siamo ancora capaci di meravigliarci davanti a un’idea nuova, a una voce diversa, a un gesto che fa saltare lo schema? Essere controcorrente non significa costruirsi un personaggio, ma liberarsi da quelli che indossiamo tutti i giorni. Trovare parole nuove. Inventare. Scrivere. Sognare. Anche solo per gioco. Anche solo per capire un po’ meglio chi siamo. Siamo così abituati ad assomigliare agli altri che, a volte, ci dimentichiamo chi siamo davvero. Ma se tutti cerchiamo solo di essere «normali», chi resta a mostrare che esistono anche altre strade? Stravaganza è anche scegliere la lentezza, quando il mondo corre. È dedicare tempo a ciò che non ha «utilità», ma fa bene dentro. È restare gentili anche se il mondo ascolta solo chi urla. È difendere uno spazio interiore fatto di silenzi, di dubbi, di desideri. Forse oggi, chi è stravagante sta solo facendo la cosa più giusta: restare sé stesso.
Non tanto per cambiare il mondo, ma per non lasciarci cambiare da lui. Perché ogni volta che qualcuno ha il coraggio di essere sé stesso, dà agli altri il permesso di fare lo stesso. E tu? In cosa sei stravagante? E quanto te lo permetti davvero?
– Angelica Mastalli
“Quante volte abbiamo nascosto un pensiero per non sembrare strani? Quante volte abbiamo detto di sì, solo per non restare soli? C’è una voce dentro ognuno di noi che ogni tanto vorrebbe uscire. Ma spesso la zittiamo. Ci diciamo che non è il momento, che è meglio stare tranquilli, che non ha senso rischiare, tanto nessuno capisce davvero. Poi però, a fine giornata ci resta solo una sensazione addosso: quella di non esserci più del tutto.“