Cambiare rotta: le vele, la giustizia e la rinascita
Tra i molti partecipanti, anche i ragazzi de La Mammoletta hanno preso parte alla formazione di Unione Vela Solidale, un’associazione che si propone di abbattere le barriere del mondo della vela per ampliarla anche a una dimensione di strumento sociale. Una delle caratteristiche dell’associazione è la varietà dei partecipanti, ognuno accomunato però da un forte amore per il mare e per la relazione. Abbiamo partecipato come utenti di comunità, alimentati da una sincera voglia di imparare. Per alcuni di noi è stato un ritorno, per altri è stata la prima esperienza con la realtà di UVS.
La formazione, durata 4 giorni, è avvenuta a Procida, nel comune di Napoli: tutti i partecipanti hanno dormito in varie barche rese disponibili per l’evento. Inutile dire che questo ha permesso ad ognuno di noi di legare molto, perché la barca unisce inevitabilmente.
Abbiamo incontrato un gruppo diversificato per età e professioni, ma accomunato da interessi e valori. Abbiamo scoperto in ognuno uno sguardo accogliente, curioso di conoscere e arricchirsi. Abbiamo sentito puro scambio reciproco di idee, sorrisi, parole. Ogni partecipante è stato per noi spunto di riflessione e crescita.
Abbiamo parlato di giustizia ripartiva o, ancor meglio, ristorativa, e di divergere: cambiare rotta. L’esperienza di andare a vela è un pozzo infinito di insegnamenti: dall’operare insieme per raggiungere un obiettivo, alla convivenza in spazi piccoli e poco familiari. È uno strumento che, se conciliato con altri stimoli, può realmente fare la differenza nella rieducazione di qualsiasi individuo. Estremamente formativa, a riguardo, è stata la messa in pratica dei concetti di cui abbiamo parlato quotidianamente, sia navigando con l’associazione Scugnizzi a vela, veri ragazzi rinati grazie al mestiere del mare, che con alcuni ragazzi dell’istituto penitenziario di Nisida.
Noi, come ognuno dei partecipanti, abbiamo con il mare un legame profondo. Lo crediamo uno dei più importanti strumenti nella nostra storia di rinascita. Respirare aria pulita in compagnia, cooperare per raggiungere una meta, guardare paesaggi la cui descrizione più accurata non potrà mai renderne l’effettiva bellezza: tutto questo risveglia, scuote dal torpore a cui, spesso, ci si rassegna. Le nostre storie ci rendono tanto simili, se non uguali, ai ragazzi di cui si è parlato nella formazione. Per questo motivo siamo ancora più volenterosi di partecipare, di mettere a frutto le conoscenze che abbiamo accumulato per regalarle a qualcun altro, sperando di poter contribuire alla loro scelta di «cambiare rotta».
Sono stati tanti i momenti di condivisione, ognuno dei quali ci ha segnato. All’istituto penitenziario minorile di Nisida si è tenuto il convegno con Giuseppe Ferraro, professore di filosofia all’università di Napoli Federico II, ed è stato illuminante: concetti espressi in modo chiaro ma approfondito. La cosa che più abbiamo apprezzato è che non si è trattato di riflessioni fini a sé stesse, ma di concetti palpabili: una formazione sul campo che ha perfettamente combinato teoria e prassi. Abbiamo trattato temi importanti, in particolare riguardo all’incapacità di «vedere» e di «vedersi» in carcere, traendo spunto dal suo libro Il valore della pena e dell’imperdonabilità.
Sorge spontanea una riflessione: si ripara ciò che è rotto. In questo caso qualcosa si è «rotto» nella società in cui viviamo, e risulta poi visibile nelle azioni di alcuni. È giusto limitarsi a parlare di giustizia riparativa riferita a soggetti che commettono un reato, tacendo di fronte a chi ha posizioni di influenza ed inneggia a uno stile di vita malato, perverso e disumano?
– Nina Cresci
“Abbiamo parlato di giustizia ripartiva o, ancor meglio, ristorativa, e di divergere: cambiare rotta. L’esperienza di andare a vela è un pozzo infinito di insegnamenti: dall’operare insieme per raggiungere un obiettivo, alla convivenza in spazi piccoli e poco familiari. È uno strumento che, se conciliato con altri stimoli, può realmente fare la differenza nella rieducazione di qualsiasi individuo.”