Curiosità: è un motore, ci porta nell’ignoto, ci fa stare vivi

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Nel cuore del Montefeltro, Giulia e Giuseppina incontrano il Gruppo Atena, dove l’arte e la curiosità riabilitano l’anima. Un viaggio tra ceramiche, sogni modellati e profumo di tigli e libertà.
Immagine realizzata con Sistema di Intelligenza Artificiale Bing Image Creator

La curiosità che dà forma ai sogni

«La curiosità ci fa stare vivi?»,

«Mah, io credo di sì, sai?».

«È un motore che innesca un movimento verso territori sconosciuti e che accende desideri. Se desideri, vivi».

«È curioso che sia venuto in mente ad entrambe di parlare della stessa cosa in questo articolo per il Bullone, no?»,

«Già… IL GRUPPO ATENA e la grande bellezza, per scomodare Sorrentino, che ci ha rapito gli occhi e il cuore».

«Dai, racconta, forza! Che altrimenti non sanno di cosa stiamo parlando… saranno curiosi!».

È una domenica calda di metà giugno, subito dopo pranzo. Partiamo. Giuseppina e Giulia verso il Gruppo Atena, fondato dal dott. Ferruccio Giovanetti, chiamato da tutti Il Dottore. «Questo è un gruppo che da trent’anni accoglie persone adulte affette da disturbi e malattie psichiatriche, anche con comorbilità alle dipendenze e in presenza di misure di restrizione dalla libertà personale che per periodi più o meno lunghi non sono in grado di provvedere pienamente a loro stesse. Un luogo di accoglienza, ricovero, cura e riabilitazione in cui Psichiatri, Psicoterapeuti, affiancati da Infermieri e Operatori Socio-sanitari, ogni giorno vivono al fianco dei nostri ospiti, sorreggendoli quando ne hanno bisogno, stimolandoli e accompagnandoli nel mai facile percorso riabilitativo che devono affrontare le persone con disturbi mentali», così si presentano.

Ma ora tocca a noi soddisfare parte della curiosità e lasciarci sorprendere da questi luoghi immersi nelle colline del Montefeltro, morbide e sapientemente lavorate dalla mano umana. Alloggiamo all’Hotel della Salute, una delle strutture del Gruppo, gestita in parte da ospiti integrati nel tessuto sociale del borgo di Monte Grimano. Appena scese dall’auto, ci investe un profumo intenso: sono gli alberi di tiglio, dice Giuseppina. Questo posto profuma, penso io. E, in effetti, è così. Questo luogo, immerso nella quiete di una domenica che volge all’imbrunire profuma di cura, di bellezza e di attenzione.

Si respira la dedizione, quasi sartoriale, nel confezionare spazi che riabilitino semplicemente attraverso la vista di chi guarda e vi soggiorna, che sia un ospite o un viaggiatore. Abbiamo appuntamento con Paola Zago, che lavora presso le strutture del Gruppo e ci presenterà alcuni dei suoi lavori. Arteterapeuta, artista, libera professionista, specializzata nella ceramica raku e, per questo, definita «la donna del fuoco» per come si rapporta con questo elemento fondamentale del raku.

«Secondo me si stanno incuriosendo moltissimo… donna del fuoco, ceramica raku…».

«Vai avanti a raccontare, dai!».

Questi lavori sono stati realizzati durante un laboratorio tenuto da Paola con alcuni ospiti delle strutture di Gruppo Atena. Creare con l’argilla, elemento «terzo simbolico» tra sé e la propria storia e l’obiettivo dell’opera stessa, permette di giocare e di riattivare un pensiero prospettico rispetto a sé, stessi sospendendo il giudizio che ci si sente addosso.”
Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

È arrivato il lunedì mattina. Una colazione generosa attende il nostro appetito e, ristorate, ci muoviamo verso Sassocorvaro, presso la chiesa di San Rocco, per visitare finalmente alcuni dei lavori di Paola. I temi della mostra collettiva di sculture e installazioni in ceramica Raku sono: I paesaggi dei sogni (qui veniva chiesto di esprimere un sogno nel cassetto e di rappresentarlo) e Aldilà del Muro: l’Infinito (in questo caso veniva chiesto di rappresentare un possibile viaggio al di qua delle mura, intese non come costrizione ma come luogo nei cui confini fare esperienze nuove e riparatrici. Il naufragio del viaggio-vita dei pazienti si apre così a una possibilità Altra che, ancora una volta, trova la sua forma in un’opera unica).

Questi lavori sono stati realizzati durante un laboratorio tenuto da Paola con alcuni ospiti delle strutture di Gruppo Atena. Creare con l’argilla, elemento «terzo simbolico» tra sé e la propria storia e l’obiettivo dell’opera stessa, permette di giocare e di riattivare un pensiero prospettico rispetto a sé, stessi sospendendo il giudizio che ci si sente addosso. Mettere al mondo un oggetto materico con una sua dimensione simbolica, affettiva e spaziale concede la possibilità di riaffacciarsi al mondo e alle relazioni che lo abitano. Significa darsi di nuovo una voce. Da qui la potenza abbagliante dell’arte che riabilita, ripara, cura e illumina nuove strade.

Eravamo molto curiose di toccare con mano questa realtà così importante e di vedere con i nostri occhi i luoghi deputati a questa cura che ripara. Siamo però persuase che la curiosità più grande sia quella che hanno provato i pazienti-artisti nel prendere consapevolezza della forma dei loro stessi sogni. Nel passaggio dal pensiero-sogno al modellare con le mani la materia, pensiamo che questi ragazzi abbiano sperimentato una sorta di magia intrisa di stupore e meraviglia.

«Ho davvero fatto tutto questo? Ma allora la libertà ha la forma di una coccinella rossa! Ma guarda com’è stato facile parlare di me al mondo con quest’opera!»…

«Questa curiosità ti lascia addosso un buon profumo. Come quello dei tigli…».

«Questa curiosità dà forma ai sogni».

– Giulia Maltagliati

“Mettere al mondo un oggetto materico con una sua dimensione simbolica, affettiva e spaziale concede la possibilità di riaffacciarsi al mondo e alle relazioni che lo abitano. Significa darsi di nuovo una voce. Da qui la potenza abbagliante dell’arte che riabilita, ripara, cura e illumina nuove strade.”

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