“Amati così come sei”: Il falso self-love venduto dal marketing
«Amati così come sei!», così si conclude uno spot pubblicitario che vende creme anticellulite.
«Il tuo amore inizia da te!», annunciano smaglianti le modelle scelte che ti mostrano quale acqua è meglio bere per restare in forma.
«Perché tu vali!», ma solo se utilizzi i nostri prodotti depilatori.
Il marketing ha preso un concetto profondo, intimo e complesso come l’amore per sé stessi, il cosiddetto self-love, e lo ha trasformato in un prodotto. In qualcosa di vendibile, di quantificabile. L’ha ridotto a uno slogan pubblicitario.
Ce lo ripetono ovunque: sui social, in tv, nelle campagne pubblicitarie patinate ci viene detto che ogni corpo è bello, che ogni caratteristica è unica e merita di essere mostrata con orgoglio.
Ma poi, tra le righe il messaggio cambia. Quello che ci viene veramente detto è: «Puoi amarti… ma solo se sei come ti diciamo di essere».
Perché l’amore per sé stessi è ben accetto, ma solo se si traduce in un’estetica conforme agli standard che ci hanno imposto. Standard precisi, selezionati, normalizzati.
Se il tuo corpo, il tuo volto, la tua pelle, i tuoi capelli non rispecchiano ciò che è stato scelto come desiderabile, allora sei fuori. Ma non ti preoccupare, dicono, ci pensiamo noi.
Se desideri appartenere a quell’immaginario perfetto, se vuoi sentirti finalmente in pace con te, allora puoi acquistare il nostro prodotto. Eccolo: avrai denti brillanti, pelle levigata, capelli splendenti. E potrai amarti. Avrai un valore.
E qui sta il grande inganno: ti spingono a credere che per amarti davvero sia necessario comprare qualcosa. Che volersi bene significa prendersi cura di sé attraverso il consumo. Se non acquisti, non ti ami abbastanza. E sei una persona sciatta, che non si vuole bene.
È una narrazione tossica, ma potente, perché scava in profondità nelle nostre insicurezze. E per superarle, ovviamente, devi affidarti a noi.

Distrugge l’autostima, mina la fiducia in sé stessi, frammenta la percezione del proprio corpo.”
Immagine generata dal sistema di Intelligenza Artificiale Bing Image Creator
È un ciclo perfetto, per loro. Se ti senti una persona insoddisfatta, ti proponiamo una soluzione. Se la soluzione non funziona, ti facciamo credere che la colpa sia tua: non hai insistito abbastanza, non hai scelto il prodotto giusto, non hai fatto abbastanza per «volerti bene».
E allora, di nuovo, ti offriamo un altro prodotto, un’altra promessa. Così il circolo vizioso riparte più forte di prima.
E tu, in mezzo, resti nella convinzione che per essere una persona degna d’amore, anche da parte tua, devi corrispondere a un ideale che cambia continuamente e che, per definizione, è irraggiungibile.
Tutto questo ha un costo enorme. Non solo economico, ma anche emotivo, psicologico, esistenziale. Perché l’inseguimento costante della bellezza «giusta» logora. Distrugge l’autostima, mina la fiducia in sé stessi, frammenta la percezione del proprio corpo.
Eppure per l’industria della bellezza questo è solo un segnale positivo: se non ti senti a tuo agio con te stesso, continuerai a comprare. Se pensi di non essere abbastanza, continuerai a cercare. E chi vende, continuerà a guadagnare.
Ma il nostro valore non può e non deve dipendere da quanto siamo «belli» secondo un criterio imposto dall’esterno. E nemmeno l’amore per noi stessi dovrebbe nascere da quanto siamo capaci di conformarci a questi modelli, così limitanti e distorti.
L’autenticità, la diversità, l’imperfezione non sono difetti da correggere, ma espressioni reali della nostra umanità. Smettere di misurare il nostro valore in base a ciò che compriamo è un atto radicale di resistenza. È un modo per riprenderci la libertà di amarci davvero, senza dover passare attraverso l’approvazione degli altri o l’acquisto dell’ennesimo prodotto.
Perché l’amore vero per noi stessi non si trova sugli scaffali. Si costruisce dentro, ogni giorno, con fatica, con pazienza, con cura.
– Federica Merli
“Ma il nostro valore non può e non deve dipendere da quanto siamo «belli» secondo un criterio imposto dall’esterno. E nemmeno l’amore per noi stessi dovrebbe nascere da quanto siamo capaci di conformarci a questi modelli, così limitanti e distorti. L’autenticità, la diversità, l’imperfezione non sono difetti da correggere, ma espressioni reali della nostra umanità. Smettere di misurare il nostro valore in base a ciò che compriamo è un atto radicale di resistenza.”