Impara ad amare, amarti e lasciarti amare
Nei momenti più bui della mia malattia avevo l’abitudine di scrivere pensieri, racconti brevi o brevissimi e di scarabocchiare con i colori, più o meno sempre gli stessi soggetti, mai particolarmente felici, oppure che mi ricordavano inconsciamente qualcosa che desideravo.
Tra la cameretta chiusa, i banchi di scuola e l’ospedale, è nata una piccola perla, il mio motto, così lo definisco:
«Impara ad amare, amarti, lasciarti amare».
Forse all’inizio era solo un gioco di parole a cui il verbo «amare» si presta particolarmente bene, oggi è uno stile di vita.
Amarti. Anche se è il secondo invito della frase, per me è il più importante: a lungo non ho accettato di poter amare me stessa. Amarmi è stata una sfida, lo è ancora.
L’amore per sé stessi è qualcosa che si può allenare: darsi del tempo, provare ciò che si desidera da tanto, fare un «solo date» al cinema, al ristorante, al parco per fare sport. Amarsi significa anche prendersi cura di sé, andando dal parrucchiere o dall’estetista, ma anche apprezzando il proprio corpo e capire che siamo tutti fatti di pregi e difetti.
Amare. Imparando ad amarsi, si impara ad amare gli altri.
No, ho capito che non lo facevo. Non che fossi chiusa in casa o insensibile, al contrario, mi spendevo per gli altri e avevo anche un fidanzato. Non mi amavo e di conseguenza non potevo dare amore.
Chi è la prima persona con cui abbiamo una relazione, di cui impariamo a prenderci cura? Noi stessi. La prima relazione è quella con il nostro corpo, le nostre emozioni, le nostre paure; impariamo prima che dobbiamo lavarci, vestirci in modo piacevole per noi, che se stiamo male dobbiamo curarci; daremmo tutto per le nostre passioni, per il nostro pensiero.
Se non abbiamo queste nozioni «di base», questo amore per noi stessi, come possiamo avere amore per l’altro, che ci chiede esattamente le stesse cose: relazione, cura, impegno e tempo?

Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.
Lasciarti amare. Forse questa è l’idea più complessa da far passare.
Tutti abbiamo persone attorno a noi, qualcuno che ci ama: un amico, un familiare, un insegnante che nota qualcosa che non va, un educatore… Certo che siamo amati, ma accettiamo davvero questo amore?
Lasciarsi amare non significa solo «dare il permesso», sapere che qualcuno ci ama e accettarlo passivamente, ma significa lasciare all’altro lo spazio per amarci, tenere un posto libero per lui. Accorgerci che quell’amore non è una costrizione o un peso che ci annulla, ma al contrario ci può arricchire, ci può rendere migliori, aperti, disponibili e pronti ad amare noi stessi per amare l’altro.
Ed ecco che il giro ricomincia. L’amore è un circolo prezioso, da diffondere in giro.
E allora il mio, per me, non è più un gioco di parole, ma uno stile di vita che non ha un inizio né una fine, ma in cui si può entrare aprendo gli occhi e il cuore.
Impara ad amare, amarti, lasciarti amare.
– Silvia Bellinato
“Certo che siamo amati, ma accettiamo davvero questo amore? Lasciarsi amare non significa solo «dare il permesso», sapere che qualcuno ci ama e accettarlo passivamente, ma significa lasciare all’altro lo spazio per amarci, tenere un posto libero per lui. Accorgerci che quell’amore non è una costrizione o un peso che ci annulla, ma al contrario ci può arricchire, ci può rendere migliori, aperti, disponibili e pronti ad amare noi stessi per amare l’altro.”