La Mammoletta – Mi domando: perché il negativo sovrasta di molto il positivo?

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Victoria riflette su un mondo segnato da egoismo e disgregazione, dove il bene sopravvive grazie a chi agisce senza clamore. Attraverso l’esperienza alla Mammoletta, scopre la virtù come azione concreta, la ribellione come scelta educativa e la possibilità di diventare portatrice di valori capaci di trasformare la società.

Ribellarsi al negativo: quando il cambiamento nasce dal silenzio

Siamo oggi in un mondo dove il negativo sovrasta il positivo, sopraffatti da avidità, cupidigia ed egocentrismo incessanti che rendono la società malata; così abbiamo perso i principi che forse ci avrebbero salvato dagli eventi terribili avvenuti nel 2025. Sembra non ci sia via di uscita a una visione così tragica, eppure non tutto è perduto: esistono realtà bellissime nascoste in mezzo a così tanta lacerazione.

Chi manda avanti il mondo non sono certo i grandi capi politici, gli imprenditori o chi per loro che si mostrano più di ogni altro, ma sono quelli che operano senza bisogno di sentirsi dire «grazie» e agiscono per la sola felicità di portare un contributo. I singoli che agiscono per un fine giusto sono da lodare perché non si fermano a ciò che la massa esprime, cioè consumare l’altro per un proprio interesse, ma vanno oltre il pensiero comune e operano per un ideale che diventa spesso quello di molti.

Un elemento fondamentale alla realizzazione di un mondo corretto è la virtù, non voglio certo intendere l’ideale filosofico, piuttosto virtù nel senso più semplice che si può concepire: l’insieme di azioni giuste volte a rendere migliore il luogo dove viviamo. Si potrebbero fare molti esempi di persone virtuose che mandano avanti il mondo, sono spesso i «folli» spinti da una forza implacabile, convinti di poter modificare il nostro mondo agendo con coraggio, si buttano nell’esprimere la propria opinione senza paura delle critiche o delle ritorsioni per dare una visione diversa – spesso giusta – dato che è giusto in sé già l’atto di esporsi.

C’è chi agisce silenziosamente, con atti che fanno rumore, muovono sistemi senza quasi che nessuno se ne accorga. Tra le due categorie citate sopra ricordiamo i medici e gli infermieri che hanno resistito nei campi di guerra e hanno dato sostegno e cure ai feriti; gli oppositori politici che si battono con eroismo rischiando la carcerazione; tutte le attività di volontariato; tutti coloro che trovano un proprio equilibrio personale per donarlo al mondo tramite i loro gesti.

Mi chiedo spesso come posso fare ad avere la determinazione di ribellarmi a quello che vedo, non ho mai il coraggio per esprimere parole contrarie a quello che gli altri dicono. La mia salvezza sta nella casa «la Mammoletta», dove da poco faccio un percorso comunitario di recupero, qui non mi viene trasmesso solo come uscire dalla tossicodipendenza, ma una serie di infiniti principi che tutti in qualche modo dovrebbero avere la voglia di cogliere.

Quello che gli educatori mi comunicano è di ribellarmi a questa società corrotta: individuare e identificare il marcio per riuscire a farmi un parere mio e creare del bello; circondarmi di buono, se riesco a escludere il negativo da ciò che ho attorno, certo sarà più facile capire i meccanismi sbagliati che metto in atto e riuscire così a debellarmi, diventando «portatrice» di valori.

Vivo appieno la missione di Don Antonio Mazzi (fondatore di Exodus) e dei responsabili della comunità, persone che hanno deciso di denunciare il mondo non solo con le parole, ma con fatti concreti, creando un progetto educativo nella speranza che ragazzi e ragazze si possano evolvere e contrastare a loro volta l’inadeguatezza che ci circonda.

– Victoria Sirbu

“Chi manda avanti il mondo non sono certo i grandi capi politici, gli imprenditori o chi per loro che si mostrano più di ogni altro, ma sono quelli che operano senza bisogno di sentirsi dire “grazie” e agiscono per la sola felicità di portare un contributo.”

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