Riscatto – Alloggi di casa Arimo: fare il letto, pulire e cucinare. I nostri spazi per convivere

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Michele descrive la vita a Casa Arimo, un percorso condiviso di residenzialità per persone con disabilità, dove autonomia, collaborazione e supporto reciproco guidano ogni passo.
"Il grosso passo che abbiamo fatto è stato quello di coinvolgere tutti gli impegni che ciascuno ha nel proprio quotidiano, garantendo uno stare insieme che sia però anche rispettoso dei nostri interessi". Immagine realizzata con Sistema di Intelligenza Artificiale Bing Image Creator.

il riscatto di Casa Arimo: un percorso condiviso verso autonomia e convivenza

Da un anno e mezzo, insieme ad altre tre persone adulte con disabilità, ho scelto di intraprendere un percorso di residenzialità nella stessa abitazione, con tanti obiettivi da raggiungere, tra cui quello di riuscire a renderci autonomi e indipendenti, nei limiti delle nostre capacità. Questo traguardo non è stato ancora completamente raggiunto, ma grazie alle operative che sono coinvolte nel progetto costruito dall’associazione L’incontro, pian piano si sta concretizzando.

Inoltre c’è la nostra disponibilità personale e il nostro desiderio di realizzare questa opportunità e di raggiungere questo traguardo, insieme all’importante contributo di consulta e FOM. Tutto è iniziato «per gradi» e come tutte le cose che si ha il desiderio di raggiungere, c’è la necessità di un tempo per renderle concrete. Noi tutti abbiamo disabilità diverse, quindi bisogni diversi, ma lo stesso desiderio di autonomia e indipendenza.

Per imparare a conoscerci, abbiamo fatto delle gite in altri luoghi rispetto a Casa Arimo, come la visita a Como nei tre giorni prima di Pasqua, per capire se fossimo compatibili e quanto eravamo disponibili a metterci in gioco per poter portare a termine questo obiettivo.

Avendo quindi scelto di convivere e di vivere una residenzialità stabile, abbiamo dovuto mettere in conto che non abbiamo tutti gli stessi gusti o pareri. Per esempio, in fatto di cibo, ogni volta dobbiamo decidere cosa comprare da mangiare e questo coinvolge non solo i gusti di tutti, ma anche le intolleranze/allergie di ciascuno.

Il grosso passo che abbiamo fatto è stato quello di coinvolgere tutti gli impegni che ciascuno ha nel proprio quotidiano, garantendo uno stare insieme che sia però anche rispettoso dei nostri interessi. I miei coinquilini sono Marco Valli, Irene Ferioli e Mario Rampini.

Per ora mi sembra che le cose stiano andando bene, soprattutto perché il gruppo si sta consolidando e ci stiamo abituando a prendere le decisioni insieme, tenendo conto dei gusti e delle necessità di ciascuno di noi «coinquilini». Io, per esempio, devo imparare a farmi il letto da solo, perché questa operazione mi richiede parecchia fatica, non avendo un metodo preciso con cui agire. Però sono bravo in altre cose, come preparare la tavola, soprattutto se le stoviglie sono posizionate in un punto per me accessibile.

Abbiamo trovato il modo di facilitarci le cose: usiamo un carrellino su cui mettere delle scatole con dentro il necessario per preparare la tavola, cioè piatti, bicchieri e posate, a cui poi vanno aggiunti i tovaglioli.

Il gruppo di Casa Arimo si sta consolidando anche grazie al supporto di persone come Martina e Jessica che ci guidano e ci aiutano a non farci prendere dall’ansia e ad avere pazienza gli uni verso gli altri. Basta ragionare con loro ed esporre le proprie difficoltà e tutto si risolve.

Inoltre, ci sono Gabriella che si è resa disponibile a cucinare e a curare la casa e Juan che si prende cura di ciascuno di noi quando abbiamo bisogni legati alla nostra fisicità. Condividono la nostra esperienza anche Barbara e Silvia che supportano il progetto e guidano il gruppo genitori e fratelli nel camminare al nostro fianco. Non bisogna poi dimenticarsi di Don Mauro che ci guida a renderci certi della scelta importante che abbiamo intrapreso.

Per le nostre insicurezze o i nostri dubbi abbiamo bisogno di parlare spesso con qualcuno che sappia ascoltarci e consigliarci. Io e Mario abbiamo già iniziato a convivere insieme, mentre Irene e Marco faranno questo passo definitivo nei prossimi mesi con il ritmo adeguato alla loro situazione personale e con la certezza di essere accompagnati da tutte queste persone e dai propri amici.

– Michele Tedone

“Da un anno e mezzo, insieme ad altre tre persone adulte con disabilità, ho scelto di intraprendere un percorso di residenzialità nella stessa abitazione, con tanti obiettivi da raggiungere, tra cui quello di riuscire a renderci autonomi e indipendenti, nei limiti delle nostre capacità.”

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