Felice Angeloni e la magia dei pensieri condivisi: stupore e riflessione al Bullone
Felice Angeloni era davvero felice. Anzi, era stupito, come sempre accadeva dopo aver partecipato a una riunione di redazione del Bullone, il momento aperto e generativo dove vari pensieri, ma anche esperienze, conoscenze e domande, venivano messe in circolo tra i suoi ragazzi e adulti sconosciuti e conosciuti, che tutti insieme ragionavano, senza un giusto e uno sbagliato, sui temi della vita.
Lui ascoltava, senza voler o dover intervenire e ragionava su quanto l’intelligenza umana, a prescindere dall’età, se ben stimolata, fosse potente e sorprendente. Era come stappare ogni volta una bottiglia di champagne: bolle di sapere, di emozioni, di stupore sprizzavano nell’aria, salivano in alto e ricadevano portando riflessioni effervescenti e inebrianti a persone che non ne avevano ancora provato il sapore e l’incanto.
Perché – si chiedeva – i suoi amici, i suoi conoscenti, le persone che hanno il potere di incidere e decidere sulle vite altrui non venivano ad ascoltare quel che succedeva e si diceva in quella palestra di vita? Perché le persone amano stare dentro a pensieri triti, chiusi, banali e parziali, continuando a rinnovare la medesima vista senza spalancare una nuova finestra sul mondo, ribadendo continuamente errori e orrori?
Certo – rifletteva – è più facile alimentarsi di luoghi comuni, abitudini mentali, consuetudini, rispetto a dubitare di sé e delle proprie certezze. All’inizio di un nuovo viaggio, avventura o esperienza, c’è sempre la voglia di stare fermi, di abdicare alla propria pigrizia, alle comodità, alle proprie verità che sono le più facili da vivere. Ma in questo modo non si conosce, non si incontra, non si esperisce ciò che realmente è il mondo, fatto da milioni di sfaccettature, inanellate a milioni di esperienze, costruite su milioni di tradizioni.
Gli sarebbe piaciuto che la riunione di redazione fosse un momento in cui tutto il mondo si fermasse ad ascoltare, osservando visi ed emozioni, per rigenerarsi su concetti umani, ma poco conosciuti, che potevano alimentare nuovi deschi e indicare nuove strade. Che cambiamenti avrebbe portato… Che freschezza ci sarebbe stata…
Ma forse volava troppo alto…
Intanto però era felice dello stupore che ogni mese si rinnovava, continuando a sperare che i suoi amici, conoscenti, coloro che hanno in mano i destini degli uomini, si fermassero e uscissero da sé stessi, magari mettendo in agenda la prossima data di una riunione di redazione del Bullone.
Venite e godetene tutti.
Bill
– Bill
“Era come stappare ogni volta una bottiglia di champagne: bolle di sapere, di emozioni, di stupore sprizzavano nell’aria, salivano in alto e ricadevano portando riflessioni effervescenti e inebrianti a persone che non ne avevano ancora provato il sapore e l’incanto.“