Riscatto e rinascita: il percorso di Celeste a Exodus
Sono una ragazza di 29 anni, e fin da piccola ho avuto delle difficoltà relazionali nell’ambito scolastico e nel trovare amicizie vere, sincere e durature. A scuola mi sono sempre sentita «di meno», a disagio, sola e con tante insicurezze. Nonostante le insegnanti mi abbiano aiutato negli studi, da parte dei compagni ho sempre ricevuto chiusura, indifferenza e bullismo. Sentirmi incompresa mi portava a fare dispetti e litigate furiose.
Crescendo, la mia insicurezza è aumentata: mi ero convinta di non essere capace di fare niente. Questo negli anni mi ha portata a una chiusura, a un blocco nella maturazione dei miei talenti e nella realizzazione delle mie risorse personali.
A causa di queste insicurezze ho iniziato a condurre una vita sregolata, a pensare solo al divertimento e alla trasgressione, ho cominciato a cercare amicizie con le quali potevo divertirmi come volevo: uscivo tutti i giorni e tornavo a casa tardi, viaggiavo e andavo a ballare tutti i fine settimana.
In ambito lavorativo ho sempre fatto lavori stagionali, nulla di duraturo che mi piacesse fino in fondo. All’età di 13 anni il mio primo fidanzamento: ho sempre avuto storie che sono durate tanto dove ho subito anche violenze, non sono mai riuscita a stare da sola per lunghi periodi perché dovevo colmare quel vuoto, quella solitudine e quel senso di debolezza. Quando ero sola pensavo che, per stare bene, dovevo stare con qualcuno, ricercando una figura maschile che mi è sempre mancata, a causa della morte di mio babbo da appena nata.
Con il passare degli anni ho cominciato ad affacciarmi al mondo delle sostanze, che poi mi hanno portata a 20 anni nella vera e propria dipendenza, in quel periodo ho avuto una relazione tossica (in tutti i sensi) durata 6 anni di manipolazione, durante i quali mi sono fatta del male nella speranza di cambiare ciò che non può essere cambiato.
Anche a casa, le cose non erano serene: dapprima la morte di mia nonna, a cui ero molto legata avendoci convissuto fin da piccola e in seguito la malattia di mia mamma, che mi ha portata a un ulteriore crollo emotivo. La sostanza era diventata l’unica mia valvola di sfogo, e mi ha portata a toccare il fondo.
Nel 2024 ho deciso di liberarmi, di iniziare un percorso comunitario che mi avrebbe dato la possibilità di riscattarmi, di allontanarmi da ciò che mi stava uccidendo, di riprendere in mano le mie passioni, affrontare le mie difficoltà e superare le dipendenze. Sono in percorso da un anno e mezzo: in questo anno mi sono ripulita da tante cose, questo per me è il momento di riscattarmi e trovare la motivazione, trasformare le esperienze vissute per rafforzarmi. Ora cammino al fianco di me stessa per realizzare ciò che voglio essere davvero.
– Celeste Failla
“Sono in percorso da un anno e mezzo: in questo anno mi sono ripulita da tante cose, questo per me è il momento di riscattarmi e trovare la motivazione, trasformare le esperienze vissute per rafforzarmi. Ora cammino al fianco di me stessa per realizzare ciò che voglio essere davvero.”