Amicizia – Da piccoli è più semplice parlarsi; poi c’è la paura

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Giusy esplora il significato dell’amicizia oggi: un legame prezioso che va coltivato nel tempo, con fiducia e autenticità; perché le connessioni digitali, alle volte, non bastano.
"Da bambini è più semplice vivere questo sentimento, forse perché dettato dalla genuinità che c’è in ognuno di noi; basta trascorrere del tempo insieme, condividere il pomeriggio di gioco, sollevarsi insieme dopo una caduta nel rincorrersi. Basta poco per essere amici". Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

L’amicizia oggi e nell’era dei social media

«Amicizia» è una parola semplice, un sentimento comune, un legame profondo che spesso ricerchiamo e con cui fin da piccoli affermiamo il nostro essere nel mondo.

È un filo sottile che prende spazio e ci permette di tessere nella vita uno luogo con l’altro, abitato dalla condivisione e in cui potersi sentire liberi.

Diamo così tanto spazio alla ricerca d’amore dimenticando che, prima di questo sentimento, ricerchiamo negli occhi dell’altro qualcuno in cui rifletterci, qualcuno con cui vedere noi stessi con chiarezza, con cui confidarci e semplicemente essere noi stessi.

Da bambini è più semplice vivere questo sentimento, forse perché dettato dalla genuinità che c’è in ognuno di noi; basta trascorrere del tempo insieme, condividere il pomeriggio di gioco, sollevarsi insieme dopo una caduta nel rincorrersi. Basta poco per essere amici.

Crescendo, l’amicizia si complica: aggiungiamo a noi il peso del vissuto, fatto di preoccupazioni, insicurezze e timori di non essere abbastanza.

Così diventa un sentimento meno spontaneo, a volte, e un po’ più filtrato: temiamo di mostrare le nostre fragilità o di deludere chi ci è vicino.

Nel ricordo di come l’abbiamo sempre immaginata, l’amicizia è un rapporto sempre più idealizzato come privo di difetti e di conflitti, dimenticando che alla base dell’essere umani risiede un’imperfezione imprescindibile.

Ma proprio in questa complessità, l’amicizia diventa un dono prezioso, non sempre comune: trovare qualcuno che ci accetti nonostante i nostri difetti e le varie incomprensioni che ci potrebbero essere; avere qualcuno che ci ascolta senza giudicare e che resti al nostro fianco soprattutto nei momenti difficili, ha un valore inestimabile.

Eppure, questo legame così profondo che ha accompagnato nei secoli tutti noi, evolvendosi ma conservando la sua essenza più profonda, oggi assume un significato ancora nuovo.

Nell’era dei social media la parola «amicizia» è sempre più usata in maniera superficiale e modifica anche il nostro modo di percepirla. Il social network Facebook definisce «amicizia» il seguirsi reciprocamente sul social, riducendo la complessità di un rapporto a un semplice click. Amici diventano coloro che interagiscono con noi, condividono un post, commentano le nostre stories.

Probabilmente queste «piazze» ci permettono di conoscere nuove persone e creare nuovi rapporti. Ci permettono di incontrare – seppur virtualmente – persone affini con cui condividere passioni o esperienze. Ma è importante sottolineare che queste connessioni digitali non sostituiscono l’amicizia reale. Semplicemente possono essere dei ponti da attraversare, per tornare poi alla vita reale.

L’incontro, la condivisione di momenti concreti, l’autenticità di una risata scambiata in una giornata trascorsa insieme non potrà mai essere ridotta a un like, a un commento o un messaggio.

L’amicizia vera richiede cura, tempo e soprattutto pazienza nel saper attendere che un rapporto appena nato si rafforzi, crescendo. Coltivarla significa avere pazienza e saper dare valore alla qualità di un rapporto, piuttosto che alla quantità dei contatti che abbiamo.

Si costruisce nel rispetto e nella fiducia tra persone, nella consapevolezza che solo dedicandole del tempo si possano costruire legami autentici, resistenti anche alla distrazione del mondo digitale.

In un mondo che invita a moltiplicare i contatti, l’amicizia ci chiede di rallentare e di tornare a guardarci dentro, per ritrovare noi stessi nella profondità dei legami veri.

– Giusy Scoppetta

In un mondo che invita a moltiplicare i contatti, l’amicizia ci chiede di rallentare e di tornare a guardarci dentro, per ritrovare noi stessi nella profondità dei legami veri.

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