Gen Z, ansia e futuro: quando la salute mentale smette di essere un tabù
Mi chiamo Giorgia, ho 18 anni frequento la scuola Immaginazione e Lavoro nell’indirizzo grafico. Mi piacciono la grafica e la fotografia. Voglio ringraziare personalmente chi mi ha supportato in tutte le mie idee e ringrazio chi mi ha dato la possibilità di condividere i miei pensieri con voi.
Oggi per le nuove generazioni le cose che non venivano prese in considerazione dalle generazioni precedenti vengono viste o ascoltate, ad esempio, la parte della salute mentale. Di questi tempi ci sono veramente tante persone che vanno dallo psicologo, non per traumi irrisolti o per dei problemi, ma anche solo per mettere in ordine la testa, o per «sfogarsi» dallo stress.
Grazie soprattutto alla Gen Z questo argomento comincia a non essere più un tabù, infatti questa generazione ha dovuto affrontare diversi problemi che hanno riguardato l’intera popolazione mondiale, come, ad esempio, il COVID-19 con il lockdown, che ha cambiato la modalità di approccio alla vita delle persone. Si calcola che milioni di ragazzi in età adolescenziale ne siano stati «vittime» e hanno interrotto la loro vita sociale per rinchiudersi in loro stessi: questo ha fatto sì che si verificassero nuovi problemi relazionali in bambini e adolescenti.
Nello stesso periodo in Italia si è riscontrato che la scuola ha cominciato a diventare più stressante per gli alunni, per questo molto più spesso si verificano casi di suicidio che riguardano la scuola. Non solo la scuola comincia a essere più stressante, ma anche il lavoro. In Italia il costo della vita è aumentato, considerando che lo stipendio oggi è rimasto quello di 30 anni fa, ma la vita è diventata più cara.
Successivamente c’è stato l’inizio della guerra nel 2022, che ha creato paure in diversi ragazzi. Questa situazione mondiale tende a spaventare non solo bambini e adolescenti, ma anche i giovani adulti, che si fanno diverse domande riguardo al loro futuro e alla situazione climatica.
Per quanto riguarda i cambiamenti ambientali, tra gli altri, stiamo assistendo allo scioglimento dei ghiacciai e a giganteschi incendi delle foreste che bruciando lasciano centinaia di animali senza riparo causandone anche l’estinzione. Queste e altre problematiche legate all’inquinamento e al degrado del pianeta generano quella che oggi si chiama «ecoansia».
Oggi in Italia 1 persona su 5 (circa il 17-20%) si rivolge a uno psicologo, mentre nella fascia tra i 18 e i 35 anni sale al 25%. Si evidenzia un forte incremento nella richiesta di supporto psicologico, nonostante questo, spesso molte persone dichiarano di non avere sufficienti risorse economiche per potersi rivolgere a uno specialista.
– Giorgia Bregoli, Immaginazione e Lavoro
“Oggi in Italia 1 persona su 5 (circa il 17-20%) si rivolge a uno psicologo, mentre nella fascia tra i 18 e i 35 anni sale al 25%. Si evidenzia un forte incremento nella richiesta di supporto psicologico, nonostante questo, spesso molte persone dichiarano di non avere sufficienti risorse economiche per potersi rivolgere a uno specialista.”