Pensieri sconnessi – Sì all’IE (intelligenza Emotiva), sì all’IN (Intelligenza Natura)

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Tra boschi e tramonti sardi, Felice Angeloni si interroga sui grandi perché dell'esistenza, invitando a riscoprire la bellezza dell'attimo contro la corsa al potere e all'avere.
"Intanto il sole s’immergeva con un ultimo bagliore di fuoco, in una fiammata spettacolare che esiste da qualche miliardo di anni e che durerà altri miliardi di anni. E Felice rimaneva spettatore felice di quell’attimo che era la sua vita." Immagine realizzata con sistema di intelligenza artificiale Bing Image Creator.

Il tramonto sardo di Felice Angeloni e l’irrazionale fatica del correre senza meta

Felice Angeloni era andato a passare il weekend in Sardegna dalla sua fidanzata a riflettere un po’ sui destini del mondo (ma anche sui suoi, dei suoi ragazzi, delle sue figlie…). La Sardegna era un luogo, prima del periodo estivo, fuori dal mondo: le mucche pascolavano al sole e se la godevano, le pecore scorrazzavano per prati sconfinati in greggi felici e la Natura era ancora padrona incontrastata e magnifica di tutto lo spazio. L’uomo rispettava le tradizioni e la donna aveva un importante ruolo millenario. Le persone vivevano a lungo e gli anziani portavano saggezza e direzione. Era ancora un luogo in cui all’IA ancora sopravviveva l’IE (intelligenza emotiva) e la IN (intelligenza della Natura).

Lui vi pedalava solitario in mezzo a boschi, a prati e in riva al mare. Ogni tanto si fermava, si sdraiava, leggeva un libro e sonnecchiava. Il Sole era caldo, ma c’era il Vento che lo rinfrescava e le Onde che lo coccolavano. Ogni tanto provava a mettere un piede a mollo per vedere se valeva la pena «fare un puccio», per poi stendersi sulla spiaggia tiepida e ancora deserta. Una vita lenta, con un movimento gradevole e adatto alle sue ossa che si avvicinavano alla meta. Rifletteva sul senso della vita, della sua vita e della vita di tutti e si chiedeva perché?

Perché corriamo? Dove andiamo? Perché litighiamo? Perché ci lamentiamo? Perché siamo sempre insoddisfatti? Perché vogliamo una vita piena di fatica, cose, denaro, potere, avere…?

Non trovava mai delle risposte, non era possibile trovarle, perché non era possibile trovare ragioni a uno stile di vita così faticoso e irrazionale. La sera passeggiava lasciandosi alle spalle la bella campagna dove viveva e arrivava in città dopo mezz’oretta di cammino. Lì sedeva a osservare il tramonto, quando il Sole s’immergeva nel mare, colorandolo di rosso e sfumando il cielo di mille toni di giallo e arancione. Intorno aveva persone che sorseggiavano aperitivi colorati con sorrisi che si aprivano beati. Tutto era immacolato e silenzioso. Sciolto, lento, struggente, ma trionfale… E lui rifletteva sul «perché?».

Perché ci danniamo, se ce ne dovremo andare? Perché confliggiamo, quando si può stare così bene insieme? Perché desideriamo, quando abbiamo tutto? Perché non lasciamo scorrere, visto che alla fine non saremo padroni di nulla?

Intanto il sole s’immergeva con un ultimo bagliore di fuoco, in una fiammata spettacolare che esiste da qualche miliardo di anni e che durerà altri miliardi di anni. E Felice rimaneva spettatore felice di quell’attimo che era la sua vita.

– Bill Niada

“Lì sedeva a osservare il tramonto, quando il Sole s’immergeva nel mare, colorandolo di rosso e sfumando il cielo di mille toni di giallo e arancione. Intorno aveva persone che sorseggiavano aperitivi colorati con sorrisi che si aprivano beati. Tutto era immacolato e silenzioso. Sciolto, lento, struggente, ma trionfale… E lui rifletteva sul «perché?».

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