Sport – Michele e i suoi amici spingitori: solidarietà e amore per la vita

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Attraverso le testimonianze di Lucia e Adriano, Michele esplora la corsa condivisa in carrozzina: un’esperienza di fiducia reciproca dove non esiste chi porta e chi viene portato.
Una foto di Michele Fagnani e i volontari di Abilitoo.

Insieme oltre il traguardo: la Rimini Marathon e la magia degli spingitori di carrozzelle con ABILITOO

Nell’ambito della Rimini Marathon ho partecipato al raduno nazionale degli spingitori di carrozzelle. I miei angeli custodi sono stati i ragazzi di ABILITOO, una neonata associazione che nel nome dell’inclusione sta portando avanti progetti interessantissimi riguardanti gli sport per ragazzi diversamente abili. È stata un’edizione straordinaria nella quale hanno partecipato ben 57 carrozzine con oltre 220 spingitori, numeri in crescendo vertiginoso per questa specialità che sta trovando sempre più spazio nelle manifestazioni podistiche nazionali e internazionali.

Il gruppo storico dei «MaratonAbili», ovvero un’associazione italiana nata nel 2009 per permettere a persone con disabilità di partecipare a maratone accompagnati da runner volontari, ha presentato il manifesto degli spingitori che tutti abbiamo condiviso e che di seguito riporto:

«Noi corriamo insieme, tutti, condividendo la partenza, il percorso, il traguardo e le emozioni che ci sono in mezzo. Quando corriamo ogni atleta è parte della stessa squadra e in ogni persona riconosciamo un atleta, senza distinzioni e senza etichette. Il nostro ruolo è responsabilità: siamo attenzione, presenza, ascolto. Non esiste chi porta, non esiste chi viene portato. Esiste solo un percorso condiviso. Ogni passo fatto insieme è una scelta, ogni chilometro percorso insieme costruisce fiducia. Se arriva la fatica restiamo uniti, se il ritmo cambia ci adattiamo insieme. Nessuno resta indietro, mai. Quello che cerchiamo non è solo una prestazione, ma un’esperienza che abbia valore. Siamo gambe, certo, ma anche qualcosa di più: siamo relazione, siamo rispetto, siamo fiducia. E quando guardiamo accanto a noi, vediamo solo compagni di viaggio, non differenze. Siamo spingitori, siamo atleti, siamo persone, siamo squadra. Quando partiamo, arriviamo insieme, quando arriviamo, arriviamo insieme. Sempre uniti e con il sorriso e, a volte sì, anche con qualche lacrima».

Ritengo che la cosa migliore sia chiedere direttamente agli spingitori che cosa provano, ecco quello che dicono una spingitrice alla prima esperienza e uno spingitore di lungo corso.

La testimonianza di Lucia

«Per me è stata una grande lezione di vita partecipare alla 16 chilometri non competitiva della Rimini Marathon come spingitore. Pur avendo corso diverse mezze maratone nel mio passato, prendere parte così è stato diverso da tutto. Non parti quando vuoi, non tieni il ritmo che vuoi, non pensi più solo a te. Parti insieme, decidi insieme, arrivi insieme. Le mani sulle impugnature, lo sguardo avanti e, allo stesso tempo, accanto. La fatica arriva presto. Ma poi succede qualcosa. Senza accorgertene smetti di contare i chilometri, smetti di pensare al tempo. Entri in un ritmo che non è solo tuo. Ti sincronizzi. E la persona che spingi diventa relazione, fiducia, presenza. Alla fine non è vero che stai spingendo, è lui che spinge te! Grazie Abilitoo Nolimits per avermi fatto vivere questa bellissima esperienza e per avermi accolta con affetto! E soprattutto grazie Michele Fagnani!».

L’intervista ad Adriano

Quali sono le caratteristiche principali che deve avere lo spingitore?

Adriano: «Nessuna caratteristica particolare: deve avere voglia di correre, di divertirsi, di spingere, voglia di mettersi in gioco e prestare le proprie gambe per fare cose che possono davvero piacere».

Quali emozioni si provano quando si taglia il traguardo?

Adriano: «Non si possono descrivere esattamente a parole, bisogna solo viverle perché ogni volta è una cosa diversa. È bellissimo tutto il percorso, per quanto possa essere impegnativo. Quando si arriva al traguardo è tutto uno scambio di sguardi e abbracci a coronamento di un evento dove ci siamo divertiti tutti insieme, con i nostri tempi e con i nostri ritmi. Non ci poniamo limiti perché, come insegna ABILITOO, Tutto è possibile, tutto si può fare».

– Michele Fagnani

“Non esiste chi porta, non esiste chi viene portato. Esiste solo un percorso condiviso.”

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